
Continua Dell’Orco:“L’operazione sembrava già fatta, tanto che venerdì scorso, relatore e governo avevano chiesto di accantonare l’emendamento per poter meglio studiare l’intervento ma il M5S si è opposto a questo piano che avrebbe portato benefici solo alle tasche dei concessionari mentre ai cittadini sarebbe rimasto da pagare il conto salato di una multa europea e un aumento delle tariffe autostradali. Fortunatamente il nostro intervento ha spaccato il PD e, imprevedibilmente, Governo e Relatore hanno alla fine bloccato la manovra. “Lo scontro in Commissione – racconta il deputato a 5 Stelle-è stato acceso e ha visto da una parte i firmatari e sostenitori dell’emendamento Bratti e Bressa e dall’altra il relatore De Marchi, il sottosegretario Girlanda e il viceministro Fassina che hanno appunto confermato che l’approvazione di tale emendamento avrebbe avuto come primo effetto la modifica della governance della gestione delle tratte autostradali. Ciò avrebbe comportato in pratica una chiusura del mercato con possibili distorsioni della concorrenza e dunque potrebbe aprire un pericoloso contenzioso in sede europea sul rispetto dei principi della concorrenza nonch é riflessi in termini di incremento delle tariffe autostradali”.
“Per il momento dunque –conclude il deputato- la situazione è tornata sotto controllo ma il Governo ha dichiarato anche che affronterà con un provvedimento ad hoc e più organico la materia. Vigileremo affinchè questa volta sia un provvedimento nelle regole e a favore dei cittadini e soprattutto affinchè si tratti, una buona volta, di un complessivo ripensamento della legge obiettivo. E’ ora infatti di porre fine alla stagione delle “grandi opere”, spesso interminabili cantieri inutili e dannosi, da sostituirsi con un’operatività diffusa, passando cioè ad un miriade di più piccoli interventi per la messa in sicurezza e l’adeguamento del patrimonio infrastrutturale esistente puntando soprattutto allo sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria”.




