
L’area della Rocca ha un elevato potenziale archeologico attestato anche dalle precedenti campagne di scavo, che hanno intercettato i resti dell’antico sistema di fortificazione (costituito dal battiponte e dal fossato in corrispondenza del fronte est) e quelli dell’antica torre pontaia all’interno della corte grande.
I lavori, affidati alla ditta specializzata ArcheoModena, si svolgono sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, archeologa responsabile Anna Bondini.
Complessivamente sono state realizzate quattro trincee, di circa 5 metri di lunghezza ciascuna, tra Piazzale Rangoni e le vie Savani e delle Monache: in quest’ultima sono venute alla luce due antiche sepolture ad inumazione, in nuda terra e prive di corredo, di cui si sta verificando la datazione, ma probabilmente di età moderna.



