
Secondo la normativa antimafia il soggetto, già condannato in via definitiva per reati contro il patrimonio, nonché gravato da precedenti penali per contrabbando di t.l.e., ricettazione, truffa, furto aggravato e falso in scrittura privata, è da considerarsi “socialmente pericoloso”.
La confisca trae origine da indagini svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Bologna su delega del Sostituto Procuratore della locale Direzione Distrettuale Antimafia, Francesco Caleca e del Sost. Proc. della Repubblica Dott. Massimiliano Rossi, al termine delle quali i finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata hanno
individuato l’uomo, risultato vivere abitualmente dei profitti di illecite attività in contiguità con contesti criminali. Nei confronti del predetto soggetto è stata quindi proposta, e disposta dall’A.G., la “sorveglianza speciale di pubblica sicurezza”, nonché il sequestro, finalizzato appunto alla confisca, delle numerosissime autovetture a lui intestate.
Buona parte delle vetture, tra le quali Mercedes, Bmw, Audi, Nissan, Ford, Opel, Citroen, Rover, Volvo e Lancia, il cui valore è risultato palesemente sproporzionato rispetto alla capacità economico-reddituale ufficialmente dichiarata, erano in uso a pregiudicati dell’est europeo per la commissione di furti negli appartamenti e rapine. L’intestazione delle autovetture ad N.P., che dal 29.08.2014 al 01.09.2014 hanno circolato lungo la rete
autostradale italiana senza peraltro pagare alcun pedaggio per un importo pari a quasi euro 52.000, permetteva agli utilizzatori di sfuggire all’identificazione in caso di controlli da parte delle Forze di polizia ovvero a sistemi di videosorveglianza. In una circostanza l’esecuzione del provvedimento ablativo, con l’ausilio delle altre Forze
di polizia, ha consentito di arrestare un latitante di origine albanese rinvenuto a bordo di una delle vetture oggetto di sequestro/confisca.
Le indagini hanno altresì consentito di appurare che il soggetto in questione, nell’arco temporale di un decennio, ha “movimentato”, su uno dei vari conti correnti lui intestati, denaro contante e assegni bancari per un valore di oltre 650 mila euro.
Oltre che alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, al pregiudicato è stata anche applicata la misura di prevenzione personale dell’obbligo di soggiorno per due anni nel Comune di Minerbio (BO).



