
Nei primi sei mesi dell’anno, l’Emilia-Romagna resta la terza regione per quota dell’export nazionale (13,5 per cento), preceduta dalla Lombardia (26,9 per cento) e dal Veneto (13,9 per cento) e seguita dal Piemonte (11,3 per cento). Tra queste regioni, spiccano i notevoli incrementi in Piemonte (+9,6 per cento) e in Veneto (+7,3 per cento), appare leggermente inferiore alla media nazionale (+5,0 per cento) la crescita in Emilia-Romagna (4,4 per cento), mentre è molto più contenuta in Lombardia (+2,6 per cento).
I settori
La tendenza è positiva, ma alquanto disomogenea, quasi una oligarchia settoriale. Nel trimestre accelera ancora la forte crescita dei mezzi di trasporto (+19,3 per cento). L’andamento è chiaramente positivo per la ceramica e vetro e per le apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura. Ma tutti gli altri grandi settori crescono meno della media e il fondamentale export di macchinari e apparecchiature è quasi fermo. Il segno è negativo per le esportazioni dei prodotti della metallurgia e dei prodotti in metallo (-2,7 per cento).
Le destinazioni
Nel secondo trimestre la crescita è stata trainata sostanzialmente dai mercati dell’America (+21,9 per cento). Il positivo risultato è dovuto al fenomenale successo negli Stati Uniti (+28,1 per cento), agevolato dalla svalutazione dell’euro. L’andamento sui mercati asiatici è in linea con la media regionale (+5,8 per cento). In dettaglio, è eccezionale la crescita verso l’India (+45,7 per cento), mentre risultano in flessione le esportazioni verso la Cina (-6,0 per cento).
È stasi sui mercati europei, frutto di andamenti marcatamente disomogenei. Al di fuori dell’Unione crolla nuovamente l’export verso la Russia (-35,7 per cento). Nell’Unione europea la crescita è lenta (+2,1 per cento), al suo interno, però, è forte in Polonia (+9,6 per cento) e in Spagna (+8,0 per cento), ma è incerta in Francia (+0,8 per cento), mentre la vendite sul fondamentale mercato della Germania segnano un nuovo arretramento (-3,2 per cento).



