
Alla vista dei carabinieri i due, a bordo di un’autovettura che andava a passo d’uomo, hanno cercato di allontanarsi aumentando la velocità insospettendo i componenti di una pattuglia in transito che notandoli gli ha fermati, identificati e sottoposti a controllo. Nel corso degli accertamenti che venivano estesi anche all’auto i militari rinvenivano i classici attrezzi da “lavoro” dei ladri tra cui dei grossi cacciaviti alcune chiavi alterate del tipo di quelle utilizzate per aprire porte blindate e guanti per non lasciare impronte. Nonostante siano ancora da chiarire i motivi della presenza a San Polo d’Enza dei due albanesi, i carabinieri hanno non hanno tanti dubbi in quanto oltre al fatto che sul conto degli stessi sono emersi precedenti specifici in materia di reati contro il patrimonio, gli “strumenti da lavoro” trovati in loro possesso non lasciano spazio a troppe interpretazioni. I due non sono accusati di nessun furto ma è chiaro che gli attrezzi da scasso trovati in loro disponibilità, data le circostanze di tempo e di luogo alimentano comunque forti sospetti. Ed è per questo motivo che ora gli stessi Carabinieri stanno cercando di approfondire i fatti al fine di capire i reali motivi della loro presenza in val d’Enza.




