
Nel primo quadrimestre le cose non si erano mosse diversamente dagli anni precedenti: a fine aprile le donazioni erano, infatti, appena 4. Poi la Direzione sanitaria ha deciso di rinnovare l’Ufficio di coordinamento delle donazioni, affidato al dottor Stefano Campagna, e sono partiti corsi per i dipendenti. È nata così una squadra composta quasi esclusivamente da infermieri volontari, pronti a tornare in ospedale per parlare con i famigliari, rispondere ai dubbi, aiutare a superare le perplessità e arrivare così, insieme, alla scelta di donare gli organi.
“Vogliamo – spiega Campagna – che la donazione inizi ad essere considerata una vera e propria terapia, un obiettivo per il personale sanitario, l’unica capace di rendere possibile il trapianto, indispensabile in tanti casi per salvare una persona dalla malattia o dalla disabilità”. Gli infermieri del gruppo provengono dai reparti di Nefrologia, Medicina interna, Pronto soccorso, Rianimazione. Otto i corsi già effettuati, uno ancora in programma. Tutti alla parte teorica affiancano quella pratica, con la presenza di un’attrice che permette di simulare l’interazione con i famigliari e di volontari di Aido.




