
All’interno del capannone venivano sorprese otto persone intente a svolgere attività lavorativa e altre sei individuate nel piano superiore, adibito ad appartamento. A carico del titolare del laboratorio venivano quindi contestate violazioni penali ed amministrative per impiego di manodopera illegale, lavoro nero, omessa registrazione libro unico del lavoro, utilizzo dei locali del luogo del lavoro in modo inidoneo, omissione nel mantenere il luogo di lavoro in idonee condizioni igieniche, omissione nella segnalazione o predisposizione di idonee uscite di emergenza, nella cura del microclima del luogo di lavoro, nella predisposizione di una idonea illuminazione, nel dotare il luogo di lavoro di idonei e sufficienti estintori e della predisposizione del documento di valutazione dei rischi. Il locale veniva pertanto sottoposto a sequestro preventivo e contestualmente applicata la sospensione dell’attività imprenditoriale. Veniva inoltre contestata, a carico di un 34enne cinese che si trovava all’interno del capannone e sprovvisto di documenti di identità, la violazione per soggiorno illegale nel territorio dello Stato.




