
L’export di Alimentare e bevande è sostenuto dalla qualità dell’offerta delle piccole imprese e in particolare dell’artigianato che conta il 35,6% degli addetti del comparto.
Complessivamente nei primi dieci mesi del 2018 l’export di prodotti alimentari e bevande – che rappresenta il 7,3% delle esportazioni italiane – cresce del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, con una maggiore accentuazione per le bevande (+7,0%) rispetto ai prodotti alimentari (+2,1%).
Il successo del made in Italy nel mondo si fonda sulla ricchezza dell’offerta dei territori che producono 299 prodotti agroalimentari di qualità a denominazione di origine e a indicazione geografica e 5.056 prodotti agroalimentari tradizionali. Per valutare la propensione all’export di prodotti alimentari e bevande dei territori abbiamo rapportato il valore dell’export con il valore aggiunto territoriale, in pratica il rapporto tra il Pil generale e l’export alimentare: a fronte di un dato medio per l’Italia di esportazioni pari al 2,28% del valore aggiunto, si registra una maggior propensione all’export di Alimentare e bevande in Piemonte con il 4,54%, Veneto con il 4,19%, Trentino-Alto Adige con il 4,18%, Emilia-Romagna con il 4,01% e Campania con il 2,87%.
Nella classifica per province, appunto, Modena è decima con il 5,8% di propensione all’export. In regione la nostra provincia è dietro alla sola Parma (che è seconda in Italia), a livello assoluto Modena tallona da vicino Mantova, Siena, Cremona e Salerno. Più distaccate in testa Cuneo, seguita appunto da Parma, Verona, Asti e Lodi.




