
“Stiamo assistendo – ribadisce Vincenzi – a un costante incremento del lotto medio che sta estromettendo le piccole imprese dal mercato e impoverendo le economie dei territori periferici. E tutto ciò in palese contraddizione con lo stesso Codice, che invece vorrebbe spingere le stazioni appaltanti a suddividere i grandi appalti in lotti di piccola dimensione, proprio per allargare il mercato”.
Secondo CNA, questa considerazione ripropone una volta di più la necessità di ridurre le distanze tra i buoni propositi e la pratica amministrativa. Per arrivare a questo obiettivo servono, più che nuove disposizioni, regole cogenti prima di tutto rispetto alle stazioni appaltanti.
“Queste ultime – sottolinea Vincenzi – possono essere ridotte, ma quelle che rimangono in attività vanno qualificate e devono assumere un comportamento proattivo, nel rispetto dello spirito della legge. L’importo dei lotti dev’essere ridotto rapidamente. E altrettanto rapidamente vanno introdotti correttivi al Codice per riconoscere le specificità territoriali, permettendo alle imprese locali di partecipare alle gare indette nella loro area al di là delle proprie dimensioni”.




