
“I creatori della fiction – prosegue l’assessore – hanno trovato in Casalgrande, e in Villa Spalletti in particolare, i luoghi perfetti per ambientare la storia. Quello di Casalgrande è un territorio che proprio dopo la fine della guerra ha saputo trovare il suo percorso di crescita attraverso la ceramica: ora ci attende una nuova sfida, riqualificare il territorio, arricchirlo di possibilità affinché i ragazzi abbiano nuove possibilità e possano realizzare qui i propri sogni. Una Casalgrande che al sistema produttivo affianchi nuovi sbocchi anche nelle attività culturali, attraverso il Teatro, la formazione e lavoro nel campo dell’audiovisivo, la valorizzazione turistica dell’ambiente naturale e lo sviluppo sostenibile, con il festival internazionale dell’ambiente che abbiamo intenzione di programmare. Tutto questo partendo dalla considerazione che ci suggerisce il titolo della fiction: la Guerra è finita, non sono tollerabili atteggiamenti come il bisogno di avere un nemico da combattere o un ‘diverso’ con cui prendersela. Occorre lavorare dentro di noi per comprendere, anche con noi stessi, che questo diverso che ci fa paura è dentro di noi ed è una dimensione con cui dobbiamo fare pace. A partire da queste basi – conclude Sgaravatti – Casalgrande potrà davvero confrontarsi con il mondo e diventare un esempio per mondo”.



