
Due rapine praticamente fotocopia: in entrambe le occasioni, il 15 marzo intorno alle ore 16 e il 17 marzo intorno alle ore 12, il rapinatore è entrato all’interno della Farmacia con il volto coperto da una calzamaglia e armato di un coltello ha costretto il malcapitato dipendente di turno a consegnargli l’incasso della giornata per poi scappare e dileguarsi tra i portici di via Saragozza.
La IV Sezione – Contrasto al Crimine diffuso della Squadra Mobile, analizzando i filmati di videosorveglianza delle telecamere interne della Farmacia e ascoltando i racconti forniti dalle vittime e dai testimoni, ha da subito considerato legati i due episodi criminosi, ritenendo che l’autore potesse essere lo stesso. Le modalità di perpetrazione del reato, la somiglianza fisica degli autori, nonché alcuni particolari degli indumenti indossati in entrambe le rapine hanno accomunato i due episodi e quindi i relativi autori.
Fondamentale è stato anche il contributo della Polizia Scientifica Bolognese che, intervenuta per il sopralluogo sulla scena del crimine, è riuscita ad isolare un’impronta dattiloscopica che è stata analizzata e confrontata in Banca dati e ha permesso di identificare il presunto autore. La Squadra Mobile ha poi setacciato la città alla ricerca del rapinatore che era sconosciuto sul territorio emiliano, riuscendo a rintracciarlo ieri mentre passeggiava in via Irnerio.
Il 43enne italiano con precedenti di polizia, è stato accompagnato in Questura dove si è proceduto al fermo di indiziato di delitto, in accordo con la locale Procura della Repubblica. L’uomo è stato condotto in carcere in attesa del provvedimento di convalida.



