
La vittima aveva riferito ai Carabinieri che probabilmente la sua carta di credito era stata clonata da uno sconosciuto utilizzatore del web, senza immaginare che l’autore degli acquisti clandestini, per un importo di € 1.171, era a lui molto più vicino. Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di rilevare che i complessivi 12 movimenti non riconosciuti dal proprietario erano stati tutti a favore del medesimo utente, il cui profilo è poi risultato essere associato al suo insospettabile collega di lavoro, il quale con ogni probabilità aveva approfittato della buona fede e di un momento di distrazione del proprietario per memorizzare i dati della sua carta di credito.




