
Il laparocele consiste in un’ernia che si sviluppa sulla cicatrice di un precedente intervento chirurgico; solitamente di piccole dimensioni, ma con l’andare del tempo può aumentare, divenire sintomatico e limitare molto le normali attività quotidiane. In rari casi il laparocele diviene così grande che gli organi addominali, in special modo l’intestino, occupano lo spazio dell’ernia al di fuori dell’addome e non “risiedono” più all’interno: in tal caso si dice che gli organi “hanno perso il diritto di domicilio”. Quando più del 20% degli organi addominali non vi rientrano più non è possibile eseguire il consueto intervento di riparazione poiché l’addome non ha più lo spazio per accoglierli, facendo insorgere problematiche respiratorie e circolatorie non gestibili.
Nel caso specifico la paziente soffriva di un laparocele plurirecidivo a causa del quale più di metà del contenuto addominale risiedeva stabilmente, da due anni, al di fuori dell’addome. Per aumentare lo spazio addominale si è proceduto all’insufflazione ambulatoriale di aria filtrata all’interno dell’addome tramite un catetere posizionato su guida ecografica nel centro di ecografia interventistica dell’Arcispedale Santa Maria Nuova (dottor Guido Menozzi e dottoressa Valeria Maccabruni). Dopo aver controllato con una TAC addome che fosse stato raggiunto un adeguato volume addominale la paziente è stata sottoposta a un delicato intervento di plastica protesica. L’intervento è stato reso possibile grazie all’attiva collaborazione dell’equipe di Anestesia e rianimazione dell’Arcispedale, diretta dalla dottoressa Annunziata Carrese Cirillo.
Il decorso postoperatorio, che ha richiesto 24 ore di ricovero in Rianimazione, si è svolto nella degenza della Chirurgia oncologica al CORE; grazie all’applicazione dei percorsi di ERAS-FAST TRACK, che consentono una veloce ripresa postoperatoria, la paziente è stata dimessa in 3° giornata postoperatoria e ora sta bene.
“Questi sono sicuramente casi limite – spiega il dottor Biolchini – in cui è fondamentale la preparazione pre-operatoria e la presenza di una equipe multidisciplinare preparata. E’ per me motivo di soddisfazione riuscire ad offrire questo tipo di interventi, grazie alle esperienze acquisite nei percorsi di formazione a Napoli sotto la guida del professor Diego Cuccurullo e a Madrid del professore Mario Angel Garcia Urena. Anche qui a Reggio Emilia abbiamo, grazie al continuo scambio e alla cooperazione tra equipe e professionisti le competenze per affrontare casi molto complessi”.




