La transizione green è già una realtà nelle attività del territorio. La sostenibilità rappresenta sempre più uno dei valori identitari del mondo delle piccole imprese e dell’associazione che ora vengono rimarcati e indicati come linea di salvaguardia a livello globale. Lapam Confartigianato continua l’opera di sensibilizzazione alla sostenibilità sociale, economica e ambientale.

Per rimarcare ancora una volta l’impegno dell’associazione su queste tematiche, Lapam Confartigianato ha organizzato nei giorni scorsi un’iniziativa dedicata presso la sede centrale che ha visto come ospite Augusto Bianchini, Professore del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna e CEO di Turtle srl.

«Ho affrontato il tema della sostenibilità come leva strategica per la crescita del business, con un focus particolare sulle piccole e medie imprese – ha affermato il prof. Augusto Bianchini –. Ho evidenziato come nelle PMI la forte attenzione al prodotto spesso non sia accompagnata da un’adeguata cura dei processi interni. La sostenibilità offre quindi l’opportunità di mettere a sistema tali processi, trasformandoli in un vantaggio competitivo in mercati sempre più complessi. Abbiamo discusso di sostenibilità ambientale come strumento di riduzione dei costi e miglioramento dell’efficienza, e di sostenibilità sociale come elemento chiave per attrarre nuovi talenti e ridurre il turnover delle risorse già presenti. Infine, ho sottolineato l’importanza della misurazione: solo quantificando la sostenibilità aziendale è possibile definire un piano di transizione credibile, sostenibile anche dal punto di vista economico e capace di generare maggiore marginalità nel tempo».

Al suo intervento si è aggiunta anche la testimonianza di Paolo Venturi sul caso Andi-Mec, di cui è stato CEO fino al 2023. «Per i piccoli imprenditori stare sul mercato è una partita difficile che ognuno affronta dando il meglio di sé, ma per giocarla fino all’ultimo bisogna saper fare anche gioco di squadra – ha sottolineato Paolo Venturi –. Per questo, alla mia età, credo che sia giusto condividere un po’ della mia esperienza con altri imprenditori che affrontano oggi problemi che io ho già dovuto affrontare qualche anno fa. Occasioni come questa permettono di organizzare le iniziative collettive di cui c’è sempre più bisogno per affrontare un mondo sempre più complicato».

L’appuntamento è stato un momento per presentare anche il progetto ConfESG promosso dall’associazione a livello nazionale.
«Partiamo dal presupposto che ci teniamo a sottolineare come la sostenibilità non debba essere vista né come una moda, né come un’ideologia – ha concluso Diego Mattioli, responsabile dei servizi per Lapam Confartigianato –. La sostenibilità deve essere vista per quello che rappresenta, cioè un insieme di parametri da valutare al fine di creare opportunità per le aziende e generare ulteriore valore aggiunto. È per questo che noi abbiamo progettato il servizio di ConfESG, pensato con degli indicatori che sono a misura delle piccole e medie imprese nel rispetto dello standard del WSME. Non si tratta di innumerevoli indicatori da andare a misurare, ma si parla di 11 parametri che diventano dei numeri sui quali si possono proporre delle azioni di miglioramento. Il concetto che abbiamo voluto trasmettere è che parlare di sostenibilità significa in primis misurare la propria attività dal punto di vista di questi indicatori, quindi dei parametri ambientali, sociali e di governance. Quando uno si è misurato in base al settore, in base alla tipologia di attività può anche impostare delle azioni di miglioramento: come ConfESG abbiamo cercato di creare un sistema che non sia troppo complesso da seguire per le aziende, quindi basato sulle caratteristiche di piccole e medie imprese. Da lì vogliamo proseguire con un’azione concreta di miglioramento: abbiamo cercato anche di adottare dei servizi che possano aiutare le aziende a concretizzare queste azioni di miglioramento. Quando si parla dell’ambiente, per esempio, si parla di certificazioni ambientali, certificazioni di qualità. Quando si parla di sociale si può parlare di servizi di consulenza HR, di welfare, di certificazioni parità di genere. Quando si parla di governance, invece, si parla di codice etico, di modello 231, di finanza agevolata. E anche sul tema della finanza agevolata, la maggior parte dei contributi a fondo perduto che oggi vengono emessi a livello regionale e nazionale passano su misure legate alla sostenibilità, su misure legate all’efficientamento energetico: chi vorrà avere risorse pubbliche per portare avanti i propri investimenti dovrà lavorare per forza sulla sostenibilità, e tutto comincia dall’iniziare a misurarsi».