Ammontano a 5.480, i nuovi contratti che le imprese reggiane prevedono attivare nel primo mese del 2026. Rispetto ad un anno, fa il calo complessivo è di 150 unità, corrispondenti al
-2,7%. E’ inoltre previsto un peggioramento del dato generale, alla fine del trimestre
gennaio-marzo 2026, quando le 12.850 attivazioni previste, saranno nella misura di 990 inferiori allo stesso periodo del 2025, con una perdita del 7,2%.
Tra i comparti in maggiore sofferenza, troviamo l’industria con 2.070 nuove attivazioni, delle quali 200 in meno rispetto al periodo di confronto (-8,8%). Tuttavia, per i nuovi contratti dei servizi si prevede una sostanziale tenuta, con 3.170 unità (il 57,8% del totale dei contratti), dei quali 20 in meno di un anno fa (-0,6%). Positivo, invece, il dato del comparto primario, con 250 attivazioni e 30 in più dell’anno scorso, equivalenti ad un +13,6%.
Come anticipato, le previsioni fino a marzo sono peggiorative rispetto a quelle mensili e confermano due comparti su tre in territorio negativo: l’industria scenderà a 4.890 attivazioni, delle quali 420 in meno e in calo del 7,9%; i servizi, con 7.330 contratti, flettono di 620 e cedono un consistente 7,8%; l’agricoltura, pur non replicando il dato percentuale di gennaio, con 630 attivazioni, aumenta di 60 unità, pari ad un +10,5%.
Dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, emerge che le aziende della provincia di Reggio Emilia, che prevedono di attivare nuovi contratti nel mese di gennaio, sono pari al 18,0% e che l’esperienza è fondamentale nel 66,0% delle posizioni ricercate. Di queste, il 25,0% riguarderà forme contrattuali a carattere stabile (tempo indeterminato e apprendistato), il 65,0% i contratti a durata predefinita (tempo determinato, somministrazione e altri rapporti di lavoro dipendente) e il 10,0% i rapporti diversi dalle modalità dipendenti.
Un dato interessante, per capire l’andamento del mercato del lavoro nella nostra provincia, viene fornito dalle posizioni riservate ai giovani, che anche in questo mese mostrano un’incidenza percentuale sul totale delle attivazioni abbastanza alta del 35,8%.
Tra i giovani che hanno maggiori chances occupazionali, spiccano i dirigenti e tecnici con elevata specializzazione, che sono particolarmente richiesti nei ruoli dei tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (il 51,5% dei contratti è riservato agli under 30), dei tecnici dell’organizzazione e amministrazione delle attività produttive (45,0%) e
degli ingegneri (36,5%).
Nelle professioni impiegatizie, invece, le maggiori preferenze vengono accordate alle altre professioni qualificate delle attività commerciali (76,0%), agli addetti all’accoglienza e informazione clientela (63,9%) ed agli esercenti/addetti alle attività di ristorazione (61,6%).
Tra gli operai specializzati, le richieste di giovani lavoratori più consistenti riguardano gli operai specializzati in installazione e manutenzione di impianti elettrici/elettronici (54,1%), i conduttori di macchinari per la fabbricazione di articoli in gomma e plastica (51,3%) e i fabbri ferrai costruttori di utensili (48,3%).
Anche questo mese si ripropone il tema dei cosiddetti candidati introvabili, ovvero figure professionali per la cui reperibilità le imprese reggiane dichiarano di trovarsi in difficoltà; a questo proposito, a gennaio si parla del 48,8% dei casi, i quali per il 30,1% dipendono dalla mancanza di candidati e per il 14,6% dall’inadeguatezza e/o impreparazione degli stessi.
Le più alte percentuali di scopertura attese dalle aziende, nelle posizioni offerte negli ambiti dirigenziali e con elevata specializzazione, riguardano gli specialisti nelle scienze della vita (ci si aspetta di non reperire il 93,0% delle posizioni offerte), i tecnici della salute (85,2%) e i tecnici della distribuzione commerciale (74,5%).
Tra gli impiegati, potrebbe non essere attivato il 74,0% dei contratti riservati alle altre professioni qualificate nelle attività commerciali, il 61,5% dei professionisti qualificati nei servizi sanitari e sociali e il 51,0% degli esercenti/addetti nelle attività di ristorazione.
Quanto agli operai specializzati, le imprese temono di non poter disporre di operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni nell’82,4% dei casi, operai specializzati installazione/manutenzione attrezzature elettriche/elettroniche (75,7%) ed, infine, operai specializzati addetti alle costruzioni e mantenimento strutture edili (72,6%).
L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.




