«Siamo molto preoccupati dal commissariamento del governo sulle autonomie scolastiche, soprattutto per un territorio come il nostro, caratterizzato da numerose peculiarità e fragilità, che rischiano di non essere adeguatamente considerate. Inoltre, i tempi molto stretti imposti dal provvedimento, sicuramente non aiuteranno nel cercare di mettere in campo le soluzioni più condivise, concordate e opportune. In questi processi la fretta non è mai la condizione migliore per raggiungere i risultati migliori».

Con queste parole il presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, commenta la decisione del Governo di commissariare la Regione Emilia-Romagna in merito all’accorpamento (soppressione) di 17 autonomie scolastiche in regione, un intervento che avrà ricadute anche sul territorio modenese attraverso l’unione degli istituti comprensivi che non raggiungeranno i requisiti numerici previsti.

«Sopprimere le autonomie scolastiche – prosegue Braglia – significa limitare la presenza sul territorio di un servizio fondamentale come quello scolastico, che quindi rischia di non poter più garantire quei livelli di capillarità e prossimità sui quali, come Provincia, ci siamo fortemente impegnati in questi anni. Un impegno portato avanti per la salvaguardia delle comunità locali e per assicurare pari opportunità a tutte le studentesse e a tutti gli studenti modenesi e non solo, poiché va ricordato che come territorio siamo anche fortemente attrattivi dalle altre province, come Reggio Emilia, Bologna e Ferrara».

Il presidente prosegue poi sottolineando che «tuttavia accogliamo positivamente il fatto che il commissario individuato sia il dottor Di Palma, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, che già conosce bene la situazione della nostra provincia. Auspichiamo di poter essere coinvolti in questa fase così delicata, in particolare per quanto riguarda la tutela delle periferie, dei territori montani e di quelli maggiormente esposti a criticità legate alla posizione geografica e alla prossimità dei servizi».

Appello del gruppo consigliare di maggioranza a Braglia

«C’è forte preoccupazione per la scelta del Governo di commissariare la Regione Emilia-Romagna in merito al processo di accorpamento delle autonomie scolastiche. Si tratta di una decisione che rischia di non tenere adeguatamente conto delle specificità, delle fragilità e delle diverse esigenze dei territori, in particolare in una provincia come quella di Modena, caratterizzata da aree periferiche, montane e da contesti che richiedono attenzione e soluzioni mirate».

E’ quanto contenuto nell’appello che il gruppo di maggioranza del Consiglio provinciale di Modena Insieme per una nuova PROVINCIA ha rivolto al presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia nella giornata di mercoledì 14 gennaio, riguardo al commissariamento della Regione Emilia-Romagna sul tema delle autonomie scolastiche.

In particolare, nell’appello rivolto a Braglia si sottolinea che «a destare ulteriore preoccupazione sono inoltre i tempi molto ristretti entro cui si dovrà operare, che potrebbero compromettere un confronto approfondito e la ricerca delle soluzioni più efficaci. La decisione del governo Meloni di agire con questa modalità, non solo rappresenta un grave gesto punitivo nei confronti di una regione che da sempre rappresenta un’eccellenza in ambito educativo, con elevatissimi standard di qualità dell’offerta didattica, ma interferisce con prepotenza sull’autonomia scolastica, agendo con tempi e modi inopportuni e potenzialmente dannosi per le studentesse e gli studenti del nostro territorio La soppressione delle autonomie scolastiche e il conseguente accorpamento degli istituti comprensivi che non raggiungono i requisiti numerici previsti rappresentano un arretramento nella presenza di un servizio pubblico fondamentale come quello scolastico, riducendone la capillarità e la prossimità alle comunità locali.

Il gruppo consiliare Insieme per una nuova PROVINCIA auspica un pieno coinvolgimento della Provincia e degli enti locali in questa fase delicata, affinché vengano tutelate in modo particolare le aree più fragili e maggiormente esposte alle criticità».