E’ quello della meccanica il comparto dell’economia reggiana, che potrebbe trarre i maggiori benefici dall’intesa UE-India siglata nei giorni scorsi e finalizzata a ridurre progressivamente  le barriere commerciali, nella prospettiva di raddoppiare le esportazioni europee.

Sui prodotti dell’industria del settore, infatti, non solo fino ad oggi sono stati applicati dazi del 44,0%, ma esiste un forte interesse dell’India, tanto che nei primi nove mesi del 2025 proprio i macchinari reggiani hanno realizzato, da soli, due terzi abbondanti (66 milioni di euro, con un +20,1%) dell’intero export provinciale verso il subcontinente (96 milioni di euro).

“Quello della meccanica – sottolinea il Presidente della Camera di commercio dell’Emilia, Stefano Landi – è, tra l’altro, uno dei pochi comparti che genera scambi commerciali positivi per la nostra economia, visto che il valore delle importazioni di macchine e macchinari si è fermato, nello stesso periodo, a 38 milioni di euro”.

“E’ evidente – osserva Landi – che occorrerà monitorare lo sviluppo dell’intesa, ma è indubbio che si aprono prospettive importanti relative agli scambi commerciali con un Paese in rapido ed intenso sviluppo, tanto che nel 2025 ha registrato un aumento del PIL superiore all’8,0%”.

Oltre a quello meccanico, tra i settori più interessati ai rapporti con l’India spicca anche quello dei prodotti e delle sostanze chimiche, con l’export reggiano attestato a 8,7 milioni di euro nei primi nove mesi del 2025 (+24,2%).

Discorso analogo, seppur con cifre più contenute, vale anche per gli alimentari e le bevande, le cui esportazioni sono aumentate del 26,2% nei primi nove mesi del 2025, portandosi ad un valore di 1,3 milioni di euro.

In aumento rilevante è risultato anche l’export reggiano di articoli in gomma, materie plastiche e prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (3,2 milioni e +16,5% in nove mesi), mentre si è fermato al 2,2% l’incremento per i prodotti in metallo (escluse macchine e impianti), che comunque hanno raggiunto un valore di 4,1 milioni.

In flessione, invece, i valori per computer, apparecchi elettronici e ottici (-21,6%, con un flusso per 5,1 milioni), gli apparecchi elettrici (2,3 milioni e -10,5%) e i prodotti tessili (2,388 milioni e -21,8%).

La riduzione dei dazi doganali a carico dei prodotti italiani tocca in modo rilevante l’automotive e la componentistica (con dazi che passano dal 110,0 al 10,0%), l’agroalimentare e il vino (dal 150,0% si passa subito al 75,0%, per poi arrivare, negli anni, al 20,0%) e, in misura molto più modesta, la chimica e la farmaceutica (dal 22,0 all’11,0%).