Il Rettore Giovanni Molari e l’AD di CNH Industrial Italia SpA Carlo Lambro hanno firmato un accordo quadro di collaborazione per consolidare l’intesa già attiva da anni nei settori della ricerca scientifica e tecnologica, con l’obiettivo di portare avanti insieme attività e progetti sulle sfide della transizione tecnologica, della sostenibilità e della competitività dei territori.
L’accordo, della durata di cinque anni, prevede la realizzazione di attività congiunte nei campi della ricerca e dell’innovazione, del trasferimento tecnologico, dell’imprenditorialità, della formazione continua e dell’orientamento al lavoro. Un’attenzione particolare sarà rivolta anche ai temi della sostenibilità, dell’innovazione sociale e dell’internazionalizzazione, in linea con le priorità strategiche dell’Ateneo.
Elemento chiave dell’intesa sarà la costituzione di un Comitato di Coordinamento congiunto, incaricato di individuare le priorità, pianificare le attività e monitorarne l’avanzamento, assicurando coerenza e continuità alle iniziative sviluppate nel tempo. Questo modello di governance permetterà di massimizzare l’impatto scientifico e applicativo dei progetti, favorendo un dialogo costante tra il mondo accademico e quello industriale.
“La stipula dell’Accordo Quadro con CNH rappresenta un tassello importante della strategia dell’Alma Mater volta a rafforzare le collaborazioni con il mondo industriale e il territorio. Attraverso questa intesa confermiamo il ruolo dell’Università di Bologna come motore di conoscenza e innovazione, capace di generare valore e impatto concreto per i territori e per la società nel suo insieme”. – ha affermato il Rettore Giovanni Molari.
“La collaborazione con l’Alma Mater ci permette di trasformare l’eccellenza della ricerca in innovazione sostenibile,” – ha commentato Carlo Lambro, Amministratore Delegato di CNH Industrial Italia SpA. “Questo accordo riflette la strategia aziendale globale di Open Innovation ed è fondamentale per investire nei giovani talenti e sviluppare soluzioni d’avanguardia che generino valore concreto per il territorio e per il futuro dell’agricoltura”.




