Il giudice Matteo Gambarati e dall’avvocato Simone Franzoni

Un incontro formativo e informativo, all’insegna dell’equilibrio e dell’imparzialità, rimanendo nell’oggettività delle norme.

Obiettivo raggiunto dal dottor Matteo Gambarati, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Emilia, e dall’avvocato Simone Franzoni, già docente presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e autore del libro “I giudici del Consiglio superiore della Magistratura” che ieri sera, al Teatro Asioli di Correggio, in qualità di esperti e professionisti si sono confrontati sulle norme della Costituzione, lo stretto legame tra autonomia e indipendenza dei magistrati e la tutela dei diritti fondamentali della collettività.

L’iniziativa, organizzata dai Club Lions Fabbrico Rocca Falcona e Correggio Antonio Allegri Ets, si è aperta con i saluti istituzionali di Aldo Soprani e di Marco Altimani, rispettivamente vice presidente e presidente dei due club service, per poi lasciare spazio all’esposizione dei due giuristi, a partire dall’illustrazione della professione del magistrato – accesso al concorso pubblico, rapporti con colleghi e CSM, alla relazione diretta con cittadini e stampa – per poi arrivare all’analisi dei principali articoli della Costituzione in tema di magistratura.

Davanti a un teatro gremito di autorità del mondo politico, militare, associativo e imprenditoriale, il giudice Gambarati e l’avvocato Franzoni hanno spiegato con linguaggio chiaro e comprensibile il sistema costituzionale della magistratura: un’esposizione tecnica e storica, avvalorata dall’esperienza concreta di chi tutti i giorni la vive e la pratica.

“Tutti dichiariamo di amare la nostra bellissima Costituzione, ma l’acceso dibattito, spesso fatto di slogan, al quale stiamo assistendo in questi giorni – in cui, con l’avvicinarsi della scadenza referendiaria, le parti scaldano i motori della propaganda – evidenzia quanto manchi una vera e propria educazione e cultura della Costituzione” ha spiegato l’avvocato Franzoni nell’introdurre il tema dell’incontro.

“La Costituzione è il patrimonio immateriale più prezioso che abbiamo. E’ stata redatta dai Padri Costituenti negli Anni ’40, quando il ricordo della prevalenza della forza sul diritto era ancora vivido e tra loro c’erano ben tre reggiani: Meuccio Ruini, Giuseppe Dossetti e Nilde Iotti che ben rappresentavano le anime della Costituzione – ha ricordato l’avv. Franzoni – occorre quindi fare lo sforzo di leggere la Costituzione, di capire i contenuti reali della proposta di riforma, di soppesarne e prevederne le conseguenze. La nostra costituzione non è merce di scambio”.

“La Costituzione non è un atto repressivo o punitivo, ma di garanzia; la sua funzione è garantire i diritti fondamentali degli individui ed è per questo che ogni modifica deve passare dal voto del popolo” ha sottolineato il giudice Gambarati. “La Costituzione italiana, proprio nella parte sulla magistratura, è stata assunta come modello da moltissimi paesi in tutto il mondo (Spagna, Portogallo, Belgio, Polonia e molti paesi dell’Europa Orientale dopo la caduta del muro di Berlino) – ha continuato il dr. Gambarati – non solo è garantistica, come tutte le costituzioni, ma attraverso l’indipendenza dei giudici assicura l’uguale applicazione della legge per tutti i cittadini. E per i magistrati essere soggetti solo alla legge non è solo un diritto, ma anche un dovere”.

Molte le domande da parte del pubblico con il quale i relatori hanno dialogato, rispondendo puntualmente a dubbi e richieste di approfondimento su temi solo in apparenza ostici, ma che diventano facilmente comprensibili quando sono spiegati con oggettività e trasparenza. Perché questa è la missione del giudice e di un bravo avvocato.