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L’Emilia-Romagna si apre una nuova stagione di sostegno rivolto a cittadine, cittadini e nonché territori e imprese. Tra febbraio e aprile la Regione, attraverso 29 bandi, mette infatti in campo ulteriori 310 milioni di euro di fondi europei destinati agli investimenti nel settore del commercio e dei pubblici esercizi e ai finanziamenti per l’innovazione delle imprese del turismo e culturali e creative.

E poi misure analoghe in favore degli agricoltori per sostenere la competitività delle aziende e per favorire, attirare e sostenere l’insediamento dei giovani che scelgono di lavorare nel settore.

E, ancora, agevolazioni per i servizi per l’infanzia nella fascia 0-3 anni, sostegno alle famiglie per i centri estivi, finanziamenti per l’orientamento formativo e percorsi di reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori nelle crisi aziendali, sostegno alla transizione dalla scuola al mercato del lavoro, interventi a favore dell’occupazione giovanile e finanziamenti per la prevenzione e il ristoro dei danni da dissesto idrogeologico.

“Il calendario unico dei bandi rappresenta un passaggio chiave della nostra strategia: programmare in modo integrato e permettere a tutto il sistema regionale di conoscere per tempo le iniziative e programmare bene la partecipazione di enti, imprese e persone. È, inoltre, un modo per ridurre i tempi e aumentare l’efficacia degli investimenti- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale al Bilancio, Davide Baruffi-. L’Emilia‑Romagna continua a distinguersi per l’elevata capacità di attuare i programmi europei, trasformando risorse complesse in opportunità concrete per imprese, lavoratrici, lavoratori e comunità locali. È un impegno collettivo che valorizza il ruolo dei territori e delle comunità e conferma la solidità e la coesione dell’Emilia-Romagna”.

Nel dettaglio, grazie al Fse+ – Fondo sociale europeo Plus – sono finanziati 13 bandi, per un totale di 158,35 milioni di euro, diretti alle opportunità orientative post-diploma, azioni di contrasto alla dispersione scolastica, formazione continua per professionisti e competenze manageriali e imprenditorialità, solo per citare alcune delle azioni.

Oltre 15 milioni, poi, sono a supporto dei 5 bandi previsti nell’ambito del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale. Il bando principale, a cui il Fesr assicura 10 milioni di euro, è destinato al finanziamento degli investimenti nel commercio e pubblici servizi, una misura molto attesa che contribuirà al sostegno e allo sviluppo del settore. Tre milioni di euro, poi, sono destinati alle certificazioni per le imprese. Mezzo milione di euro, inoltre, è riservato al sostegno alle imprese culturali e creative, mentre 750mila euro saranno a copertura dei progetti legati alla produzione e sviluppo delle opere audiovisive.

Sul fronte dell’agricoltura, sono i fondi CoPsr e Feasr ad assicurare oltre 136 milioni per gli 11 bandi previsti tra febbraio e aprile, riservando 28 milioni alla prevenzione e al ristoro dei danni da dissesto. Alle zone montane sono destinati 31,5 milioni di euro, mentre 17,5 milioni andranno a copertura di progetti per altre zone svantaggiate. Agli investimenti per la competitività sono assegnati fondi per quasi 21 milioni, mentre ai giovani agricoltori andranno 12,3 milioni per gli investimenti e 15 milioni per l’insediamento.

L’utilizzo dei fondi europei, che nel calendario unico dei bandi per il trimestre febbraio-aprile 2026 registra un ulteriore passo in avanti, rientra nel programma regionale 2021-2027 e segnala una capacità di spesa efficace da parte della Regione Emilia-Romagna. Al 31 dicembre 2025 la Regione ha già impegnato 730 milioni di euro nel Fse+, pari al 71% del totale a disposizione. Lo stato di avanzamento del Fesr, inoltre, è del 78,6%, con 805 milioni impegnati. Lo stato di avanzamento del Psr, il cui utilizzo è partito nel 2023, ha già superato il 45,1%, destinando circa 460 milioni di euro all’agricoltura a fronte di un totale di 1 miliardo a disposizione, un dato che conferma l’efficacia della capacità di impegnare i fondi.

Proprio per questa consolidata capacità di programmazione, la Commissione europea, in occasione dei Comitati di sorveglianza dei Programmi regionali Fse+ e Fesr 2021-2027, ha indicato l’Emilia-Romagna tra le Regioni più avanzate in Europa nell’utilizzo delle risorse finanziarie provenienti dalla Politica di coesione.