“La vostra lotta è la nostra. E’ la nuova Resistenza europea di chi crede che gli esseri umani abbiano il diritto di vivere liberi e di scegliere il proprio futuro, di non vedersi portare via terra e vita con la forza delle armi. Cisl è con voi, amici ucraini, e continuerà ad esserlo”.

Con queste parole Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, rende omaggio a tutta la Comunità ucraina di Reggio Emilia, incontrata ancora una volta domenica scorsa e a favore della quale l’impegno del sindacato di via Turri non si è mai fermato da quel 24 febbraio del 2022.

Per proteggere la popolazione civile al freddo e senza energia elettrica, a causa dei continui bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche, Cisl ha raccolto oltre 4.000 euro che oggi verranno versati per l’acquisto di generatori alle Comunità ucraine di Reggio e Modena.

“Il sindacato esiste per costruire ponti di solidarietà tra le persone al di là di ogni confine. Per dire che un lavoratore ucraino ha la stessa dignità di un lavoratore italiano. Che una donna che fugge dalla guerra merita lo stesso rispetto di una che non ha dovuto farlo. Che la solidarietà non è una parola vuota: è un impegno quotidiano che si rinnova ogni giorno. Senza mai scambiare la pace che vogliamo con una resa”, prosegue Papaleo.

La segretaria evidenzia che “Reggio Emilia sa cosa significa resistere. La nostra città porta nel suo dna il coraggio di chi ha detto no a un occupante, di chi ha scelto la libertà quando la libertà costava tutto. Reggio riconosce il coraggio quando lo vede e tanti reggiani liberi lo vedono nell’Ucraina di oggi”.

Papaleo osserva che la propaganda filorussa picchia durissimo anche qui, “basta leggere i commenti indegni sotto ad uno qualsiasi degli articoli e dei post pubblicati da giornali e associazioni dopo la manifestazione di domenica. Eppure è un abominio morale continuare a mettere sullo stesso piano chi aggredisce e chi è aggredito, dopo quattro anni di bambini rapiti, fosse comuni, stragi e bombe sui civili. Cisl sceglie la libertà, sempre. Lo fece con Solidarność in Polonia, lo fa da anni in Ucraina. Perché nulla è più profondamente, più orgogliosamente europeo di un popolo che lotta per il suo diritto ad esistere e che, al tempo stesso, fa da scudo alle nostre democrazie. Ogni giorno che gli ucraini resistono, difendono anche noi”, chiosa la Segretaria generale.