Più vicini alle famiglie nelle fasi più delicate del ciclo di vita: dalla nascita dei figli all’adolescenza.
Il provvedimento con cui la Regione Emilia-Romagna rafforza i Centri per le Famiglie rappresenta un ulteriore salto di qualità per prevenire situazioni di fragilità, anche attraverso reti di famiglie che si aiutano tra loro con il supporto di figure professionali di riferimento.
L’investimento complessivo di 3 milioni e 960 mila euro di risorse statali assegnati all’Emilia-Romagna nell’ambito dell’iniziativa sperimentale del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si aggiunge ai 2.790.600 già stanziati nel bilancio regionale.
Le risorse assegnate consentiranno di intervenire simultaneamente su tre assi strategici: supporto ai primi mille giorni attraverso figure di sostegno alla maternità e alla famiglia(a cui sono destinati un milione e 560mila euro), ascolto e counseling dedicati ad adolescenti e loro genitori (900mila euro), potenziamento del ruolo informativo dei Centri e contributo all’apertura di sedi secondarie (un milione e 500mila euro). Con questo intervento la Regione Emilia-Romagna consolida e rinnova il ruolo dei Centri per le Famiglie come infrastruttura sociale fondamentale, capace di integrare informazione, ascolto e sostegno in un sistema unitario e diffuso su tutto il territorio regionale.
Tutti i 42 Centri attivi sul territorio regionale potenzieranno infatti i propri sportelli, ampliando orari, specializzando le competenze degli operatori e migliorando il raccordo con i servizi educativi, sociali, sanitari, scolastici e del lavoro. Il provvedimento, recentemente approvato dalla Giunta regionale, prevede inoltre di affiancare ai 13 sportelli secondari esistenti, l’apertura di 17 nuove sedi secondarie, pensate per aumentare la prossimità territoriale e raggiungere le famiglie anche nei contesti più periferici, garantendo servizi in presenza, accessibili e coerenti con gli standard regionali.
“Si tratta di un potenziamento che non rappresenta soltanto un incremento di risorse economiche, ma un riconoscimento concreto del nostro modello- sottolinea l’assessora regionale al Welfare e Politiche per l’infanzia, Isabella Conti – una rete solida e diffusa di servizi, interventi e presìdi territoriali costruita nel tempo attraverso politiche di welfare familiare di prossimità. Abbiamo scelto di investire con decisione sui primi mille giorni di vita e sull’adolescenza per poter affiancare i neogenitori nella quotidianità, intercettare precocemente situazioni di fragilità e costruire reti di supporto tra famiglie, in stretta collaborazione con i servizi sanitari e sociali. Ci sono passaggi della vita in cui una famiglia è più esposta, più vulnerabile, più bisognosa di appoggio. La nascita di un figlio, i primi mesi, l’infanzia, la preadolescenza e l’adolescenza sono momenti di profonda trasformazione, in cui entusiasmo e fragilità convivono, e in cui il bisogno di orientamento, ascolto e sostegno diventa essenziale”.
“È proprio in queste fasi- aggiunge Conti- che le istituzioni devono farsi vicine, riconoscibili, presenti, pronte a intervenire non solo quando il disagio è già evidente, ma prevenendo, accompagnando, costruendo alleanze educative solide. È questa l’idea di welfare collaborativo che stiamo portando avanti: un welfare che mette al centro le relazioni, valorizza le competenze dei professionisti e moltiplica l’efficacia delle risorse pubbliche attraverso la costruzione di comunità più coese e solidali. Nessuna famiglia deve sentirsi sola, in nessuna fase della vita”.
Le risorse saranno impiegate in un arco temporale di 18 mesi dall’avvio delle attività regionali, con una prima fase di attuazione già nel 2026.
Le principali novità
La prima grande novità riguarda il sostegno alla maternità e alla genitorialità nei primi mille giorni di vita, una fase cruciale per il benessere del bambino e dell’intero nucleo familiare. Il provvedimento rafforza il ruolo dei Centri per le Famiglie come punti di riferimento per l’informazione sui percorsi nascita e introduce in modo sistematico interventi di accompagnamento domiciliare, realizzati da figure di sostegno alla maternità e alla famiglia.
Un secondo elemento qualificante è l’introduzione, in tutti i Centri per le Famiglie, di servizi strutturati di ascolto e counseling dedicati agli adolescenti e ai loro genitori. Si tratta di spazi stabili e facilmente accessibili, pensati per intercettare precocemente bisogni, fragilità e difficoltà relazionali, offrendo un supporto competente ma non clinico. Accanto agli sportelli di ascolto, il progetto prevede percorsi brevi di counseling individuale e attività di gruppo, con l’obiettivo di rafforzare le competenze emotive e comunicative e prevenire la cronicizzazione del disagio.
Un ruolo centrale è svolto dagli interventi domiciliari, realizzati in collaborazione con i servizi sanitari e sociali, che permettono di offrire un sostegno competente e accogliente direttamente nei contesti di vita delle famiglie. Attraverso percorsi brevi di home visiting, le figure di sostegno alla maternità e alla famiglia accompagnano donne, coppie e nuclei familiari con una presenza discreta ma costante, basata sull’ascolto, sull’orientamento non direttivo e sul pieno rispetto delle scelte delle persone.
Accanto al sostegno individuale, il provvedimento infatti valorizza la dimensione comunitaria, promuovendo gruppi di genitori e azioni di mutuo aiuto tra famiglie. La condivisione delle esperienze, sostenuta da operatori qualificati, diventa uno strumento prezioso per ridurre l’isolamento, rafforzare le competenze genitoriali e costruire legami solidali che durano nel tempo.
Un ampliamento che consolida e rilancia una visione di welfare non assistenziale ma generativo, orientato a creare condizioni favorevoli alla crescita, all’autonomia e alla qualità della vita delle famiglie su tutto il territorio regionale.



