Militari del Gruppo di Portogruaro e del I Gruppo Trieste della Guardia di Finanza, al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo giuliano, hanno disarticolato un complesso sistema fraudolento nel settore della logistica, fondato su un collaudato meccanismo di somministrazione fraudolenta della manodopera e correlate frodi fiscali.
Al centro della frode, un sofisticato schema di utilizzo della forza lavoro attuato mediante la creazione di una rete di società fittiziamente costituite e intestate a prestanome, che fungevano da meri “serbatoi di manodopera” con il fine di eludere le norme di legge inderogabili in materia di lavoro e dei contratti collettivi nazionali di settore.
Stante il divieto normativo alla somministrazione di manodopera, la fornitura illecita veniva dissimulata mediante strumentali appalti per figurate “prestazioni di servizio” fornite da soggetti giuridici “di comodo” usati come strumentali “contenitori” della forza lavoro (cosiddetto “caporalato grigio”).
Le società interposte emettevano quindi fatture per operazioni giuridicamente inesistenti in favore della società che utilizzava de facto i lavoratori per importi corrispondenti agli stipendi netti da erogare. Attraverso tale meccanismo, la beneficiaria annotava elementi passivi fittizi, maturando indebiti crediti IVA, mentre la relativa imposta a debito non veniva dichiarata né versata. Contestualmente venivano omessi i versamenti previdenziali e assistenziali, il tutto con un rilevante danno all’Erario e grave pregiudizio sulle posizioni contributive dei lavoratori.
Risultano indagate dalla Procura della Repubblica di Trieste complessivamente 14 persone, (5 per associazione a delinquere), residenti nelle province di Trieste, Udine, Modena, Teramo, Venezia, Foggia, Pesaro Urbino, Ragusa, e 10 società “fornitrici della manodopera” aventi la sede legale in diverse Regioni d’Italia.
Il Giudice delle Indagini Preliminari di Trieste, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso due provvedimenti restrittivi della libertà personale (di cui uno in carcere e l’altro agli arresti domiciliari) nei confronti dei due principali attori del sodalizio criminale domiciliati a Trieste nonché il sequestro per equivalente per l’importo di oltre 750 mila euro.
Sono stati, inoltre, individuati 120 lavoratori irregolari per i quali sono state rilevate plurime violazioni alle normative fiscali, previdenziali, assicurative e giuslavoristiche nonché l’emissione di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti per circa 5,4 milioni di euro.
Eseguite perquisizioni in 20 sedi di società e domicili dei soggetti coinvolti nell’attività criminale nelle province di Trieste, Udine, Gorizia, Venezia, Padova, Trento, Milano, Modena, Rimini, Pesaro Urbino e Foggia.
L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto ai fenomeni delle frodi fiscali nonché alla tutela della legalità del mercato del lavoro.
Gli esiti delle attività investigative verranno partecipati all’Ispettorato del Lavoro, all’INPS e all’INAIL per i seguiti di competenza.
In ossequio alle disposizioni recate dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n.188 si evidenzia che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.




