“Dobbiamo essere consapevoli che la pace parte anche da noi e dalle nostre azioni quotidiane. Soprattutto parte dal rispetto che dobbiamo avere gli uni verso gli altri”. E’ il messaggio lanciato durante la commemorazione del 81° anniversario dell’eccidio nazifascista di Navicello. È stata la vicesindaca di Modena Francesca Maletti a ricordare il sacrificio di quei dieci giovani antifascisti in un intervento che ha fatto riferimento all’attuale situazione internazionale.
“Il Monumento sul quale abbiamo posato le corone sorveglia la memoria e ci richiama a compiere il dovere di tramandare – ha detto la vicesindaca Francesca Maletti nel suo intervento – Dobbiamo lavorare perché i fatti che sono a fondamento della libertà e della democrazia di cui godiamo siano conosciuti anche dalle generazioni più giovani”. “Oggi – ha aggiunto – siamo spettatori di un mondo in fiamme, ma non ci dobbiamo sentire inermi, non ci dobbiamo sentire annientati perché dobbiamo essere consapevoli che la pace parte anche da noi e dalle nostre azioni quotidiane. Per questo, mentre ricordiamo la strage di Navicello, che costò la vita a 10 partigiani, desidero ringraziare di cuore tutte le associazioni di volontariato che sono presenti oggi e che si impegnano nel territorio e rappresentano la vera e propria resistenza civica e civile dei nostri tempi”.
La commemorazione dell’eccidio nazifascista del 1945, quando per rappresaglia vennero uccisi dieci partigiani, è stata organizzata dai Comuni di Modena, Bomporto e Nonantola, insieme ai Comitati comunali permanenti per la memoria e le celebrazioni.
Alla cerimonia è intervenuto anche Gianluigi Monari, nuovo presidente della sezione ANPI di Nonantola. Presenti anche la sindaca di Bomporto, Tania Meschiari, la sindaca di Nonantola Tiziana Baccolini, accompagnata dal vicesindaco Massimo Po, e la sindaca di Bastiglia, Francesca Silvestri. Oltre al viceprefetto Giulia Di Fiore, al procuratore Luca Masini e al comandante provinciale dei Carabinieri Lorenzo Ceccarelli. La manifestazione si è svolta nel piazzale di fronte al Monumento ai Caduti e ha visto la deposizione di due corone: una al Cippo Croce ed un’altra al Monumento.
La rappresaglia del ponte di Navicello, che vide la morte di dieci partigiani il 9 marzo 1945, fu compiuta per la scomparsa di due soldati tedeschi nella fase finale della guerra. Il comando tedesco, con la collaborazione della Brigata nera di Nonantola, organizzò prima un esteso rastrellamento e mise poi in atto la vendetta. Nella rappresaglia furono uccisi Quinto Bozzali, Agostino Ferriani, Ivaldo Garuti, i fratelli Pietro e Valentino Gasparini, Renzo Grenzi, Huber Panza, Fabio Pellacani, Eugenio Tavoni, e Angelo Zambelli.
Il monumento di Navicello ricorda anche il sacrificio di un altro partigiano, Ivaldo Vaccari, medaglia di bronzo al valor militare, che venne fucilato il 27 marzo del 1945 dopo aver sopportato per giorni le torture dei nazisti senza rivelare l’identità dei compagni della Brigata Walter Tabacchi in cui militava.





