Domenica 22 marzo, alle ore 9 (ritrovo alle ore 8.45), gli Amici del Cea organizzano una camminata a Vezzano alla scoperta di storia, geologia e natura dal torrente Crostolo a Monte del Gesso.
Si percorrerà il tratto di torrente che costeggia l’area Sic di Cà del Vento, Cà del Lupo, Gessi di Borzano, per risalire verso l’ultimo rilievo occidentale della vena del gesso emiliano-romagnola, osservando le profonde erosioni che il Crostolo incide negli affioramenti selenitici e i segni dell’attività umana di estrazione.
Il ritrovo sarà nella zona sportiva di Vezzano. Il percorso ad anello sarà di 9 chilometri, con un dislivello di 250 metri e il rientro entro le ore 12.30. L’iniziativa è libera e gratuita. Per informazioni contattare Elisabetta al numero 347.0787212.
“La storia di Evita Peron” in sala civica
Si intitola “Evita – La storia di Evita Peron” lo spettacolo, di e con Maria Antonietta Centoducati, che andrà in scena domenica 22 marzo, alle ore 16.30, nella sala civica di via Morandi 9.
L’iniziativa, a ingresso libero fino a esaurimento posti, rientra nel cartellone di “Primavera di Donne”.
Le musiche sono a cura del Barrida Trio (Chiara Pelloni – voce; Francesco Boni – chitarra; Mirko Ferrarini – Fisarmonica).
Si tratta di uno spettacolo appassionante e coinvolgente che racconta la vita di Eva Duarte, Evita, seconda moglie del presidente Juan Domingo Perón. Evita fu la “donna del popolo che sposò la causa del popolo”, colei che nell’Argentina degli anni Quaranta, grazie al carisma e alla capacità di entrare in sintonia con la gente, divenne il trait d’union tra le masse, che in lei vedevano la speranza di un riscatto sociale, e il potere; l’emblema, pur controverso, del concretizzarsi di un’aspirazione, possibile soltanto grazie a una ferrea determinazione.
L’attrice Maria Antonietta Centoducati nei panni di Evita, ha scritto un testo in cui racconta in prima persone la vita di questa donna straordinaria, la sua trasformazione e l’incredibile scalata sociale dalle umili origini a first lady, da figlia illegittima di un piccolo proprietario terriero a “Guida spirituale della Nazione Argentina” .
Quando il 26 luglio 1952 Evita muore a causa di un cancro alle ovaie a soli 33 anni, il Paese intero è in lutto, tutta la Nazione piange. Lo fanno i sindacati che avevano trovato in lei un’alleata, lo fanno le donne che la consideravano una vera e propria guida, lo fanno i giovani, gli anziani e anche i bambini. Per due settimane, milioni di
persone provenienti da tutto il Paese si mettono in cammino per darle l’ultimo saluto. Don’t Cry for Me Argentina, dirà il brano musicale composto anni dopo da Andrew Lloyd Webber, ma non farlo è impossibile. L’Argentina ha perso la sua eroina. L’ensemble Barrida Trio formato dalla cantante Chiara Pelloni, Francesco Boni alla chitarra e Mirko Ferrarini alla fisarmonica, accompagna la narrazione con un repertorio argentino e cileno e sonorità che spaziano dal “tango cancion” alla canzone popolare sudamericana.



