A Reggio Emilia con la Primavera è iniziato anche il primo ciclo di manutenzioni del verde pubblico cittadino. Il piano di cura di parchi, giardini, aiuole, cimiteri e aree cortilive delle scuole riguarda un patrimonio verde di oltre 3 milioni di metri quadrati di prato, distribuito su tutto il territorio comunale. Lo stanziamento di risorse finanziare da parte dell’Amministrazione comunale per farvi fronte è di oltre un milione e trecentomila euro per coprire gli sfalci del 2026.
I primi interventi sono partiti già nei giorni scorsi dalle aree cortilive delle scuole, che con il bel tempo hanno iniziato a essere più frequentate da bambini e ragazzi, e dai 26 cimiteri cittadini in vista delle feste pasquali; in questa fase hanno iniziato a riguardare anche i parchi attrezzati. Gli sfalci saranno poi effettuati in tutte le aree verdi della città con una scala di priorità di intervento che mette al primo posto le aree a maggiormente frequentate dai cittadini. Quest’anno il settore Ambiente ha anticipato il primo intervento dell’anno per far fronte a un inverno eccezionalmente caldo, con temperatura raramente scese sotto lo zero, in cui l’erba ha continuato il ciclo vegetativo diventando ora particolarmente alta, nonostante la primavera sia appena all’inizio. Oltre alle aree verdi, nello stesso affidamento, assegnato alle cooperative sociali Stradello ed Elfo, è prevista anche la manutenzione di 52 cippi partigiani e dei monumenti ai caduti: il primo di due interventi previsti durante l’anno, che prevedono la pulizia del manufatto, lo sfalcio dell’erba circostante e la potatura dei cespugli di contorno, sarà realizzato nei giorni precedenti il 25 aprile quando cippi e monumenti del territorio saranno protagonisti delle celebrazioni per la Liberazione.
“Quest’anno gli sfalci dell’erba hanno avuto una partenza immediata – ha sottolineato Carlotta Bonvicini, assessora alle Politiche per il clima – con l’arrivo della primavera, con l’obiettivo di garantire il maggiore comfort possibile ai luoghi verdi più frequentati della città, dai cortili scolastici ai parchi pubblici. Si confermano anche le zone a sfalcio differenziato, in una modalità nuova e rivista, con aree più piccole, ben definite e segnalate, perché l’obiettivo resta quello di favorire la biodiversità anche in città, sostenendo la presenza di insetti impollinatori fondamentali, come api e farfalle, e migliorare gli habitat naturali urbani. È una sperimentazione che portiamo avanti con convinzione, garantendo al tempo stesso la piena fruibilità degli spazi di comunità.”
Inoltre, in alcune porzioni dei parchi è confermata anche quest’anno la sperimentazione delle aree a sfalcio ridotto. In questo caso il piano di manutenzione prevede interventi meno impattanti per consentire il mantenimento della biodiversità dei prati e la crescita di un habitat che possa fornire nutrimento agli insetti impollinatori come api e farfalle. Gli sfalci in questi spazi, sempre circoscritti e lontani dalle aree attrezzate, avverranno dunque solo dopo la fioritura del prato e la dispersione nell’ambiente dei semi delle erbe spontanee. Lo sfalcio ridotto è, infatti, un metodo di mantenimento e cura del verde, che limita i tagli dell’erba in zone specifiche a maggior vocazione naturalistica, riducendo gli interventi per consentire alle piante erbacee che compongono il prato di completare il ciclo vegetativo per rafforzare la biodiversità, fornire nutrimento agli impollinatori e migliorare la permeabilità del suolo. Lo sfalcio ridotto inoltre abbassa la temperatura del suolo contrastando le isole di calore e contenendo le emissioni di CO2.




