Si spengono le luci, si accende il proiettore e si può iniziare a sognare. Entra nel vivo la prima edizione del Modena Film Festival, manifestazione dedicata alla settima arte che esce dal perimetro, pur affascinante, della sala buia e punta a costruire esperienze che ruotano attorno ai cinque sensi. Da domani mercoledì 15 sino a domenica 18 aprile, accanto alle proiezioni, gli organizzatori propongono infatti anche incontri, performance, talk e momenti di partecipazione attiva che renderanno ogni giornata un viaggio sensoriale diverso.

Dopo l’evento di preapertura tenutosi presso l’Acetaia Giusti, il programma della prima giornata ufficiale è scandito da due eventi. Nel pomeriggio, al centralissimo cinema Astra, dalle 18.00 si terrà l’evento speciale che prevede la proiezione del film “Il cieco che non voleva vedere Titanic” che sarà preceduta da un dialogo con Daniele Benincasa audioprotesista di Ti Ascolto e Asia Santarsiero, studentessa di regia ipovedente, moderato dal regista modenese Fabio Fasulo.

Sempre all’Astra, dalle 21.30 si potrà assistere alla proiezione del primo film in concorso Urchin di Harris Dickinson. La pellicola, grazie al distributore Wanted sarà proiettata in anteprima esclusiva a Modena, giorno precedente all’uscita ufficiale nelle sale cinematografiche.

Presentato in anteprima mondiale durante la scorsa edizione del Festival di Cannes nella sezione. Un certain regard, dove ha ottenuto il premio FIPRESCI, prestigioso riconoscimento cinematografico della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica, Urchin, parola che significa ramingo, vede protagonista Mike, un senzatetto che sopravvive tra le strade di Londra, segnato da un passato difficile e intrappolato in un circolo vizioso di autodistruzione. La sua quotidianità è fatta di lavoretti saltuari e piccoli furti, fino a quando un arresto e la detenzione lo costringono a fermarsi e riflettere sulla propria vita. All’uscita dal carcere, con l’aiuto dei servizi sociali, Mike cerca di ricominciare tutto da zero per ricostruirsi un’esistenza dignitosa, ma ogni passo verso la rinascita si scontra con ostacoli tangibili e invisibili. Le sue vecchie abitudini, i traumi irrisolti, le dipendenze e la durezza di un mondo che non sempre tende la mano, sono sempre lì.

Oltre a essere un’incredibile esperienza multisensoriale, perfettamente calata nello spirito di un festival che mette proprio il tema dei cinque sensi al centro di ogni scelta artistica, il film rivela il grande talento dell’attore Harris Dickinson, anche dietro la macchina da presa: classe 1996, il neoregista britannico aveva esordito come attore per il cinema nel 2017 con il cult di Eliza Hittman Beach Rats, prima di lavorare in una serie come Trust e in lungometraggi come Maleficent – Signora del Male o The King’s Man. Il ruolo che l’ha reso uno dei nuovi divi del cinema contemporaneo è però certamente quello in Triangle of Sadness di Ruben Östlund, film che nel 2022 ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes. Tra le sue prove successive da segnalare anche quella in Babygirl, accanto a Nicole Kidman, e in Blitz di Steve McQueen.

Già regista di alcuni corti, Dickinson ha scelto così di passare al lungometraggio, firmando un prodotto fresco, innovativo e potente che inaugurerà il Modena Film Festival 2026 delineando con chiarezza l’orizzonte di questa edizione: un cinema che interroga la percezione, il corpo e il linguaggio filmico.

La prima edizione del Modena Film Festival 2026 è organizzata da Crispy Cinema Club APS in collaborazione con longtake, con il patrocinio del Comune di Modena e il supporto della Fondazione di Modena.

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