
L’iniziativa ha rappresentato il momento finale di restituzione di un percorso di ricerca, formazione e sperimentazione promosso dalla Regione Emilia-Romagna, con il supporto scientifico dell’Università di Bologna, che negli ultimi anni ha coinvolto numerosi servizi educativi del territorio regionale con l’obiettivo di avvicinare bambine e bambini alla sonorità della lingua inglese attraverso esperienze naturali, relazionali e immersive.
“Queste esperienze confermano ancora una volta la capacità del sistema educativo modenese di essere laboratorio di innovazione pedagogica e di dialogare con percorsi di ricerca e sperimentazione di livello regionale e internazionale – sottolinea l’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli –. L’obiettivo non è insegnare precocemente una lingua, ma creare ambienti educativi ricchi di stimoli, relazioni e pluralità culturale, valorizzando curiosità, ascolto e apertura verso l’altro fin dai primi anni di vita”.
Tra le esperienze modenesi presentate, quella del nido Vaciglio, tra i primi servizi del Comune ad aderire al progetto già dal 2021. Nel corso della tavola rotonda dedicata agli sviluppi e alle prospettive del progetto, l’educatrice Chiara Liuzzi ha raccontato un percorso costruito attraverso attività quotidiane in lingua inglese, introdotte da rituali riconoscibili dai bambini e accompagnate inizialmente dal suono della chitarra, strumento già familiare all’interno del nido. L’esperienza, sviluppata a partire da momenti di routine come la colazione, ha consentito ai bambini di familiarizzare progressivamente con suoni, parole e brevi sequenze linguistiche, grazie all’associazione costante tra voce, gesto, musica e immagini.
Nel tempo i bambini hanno mostrato capacità di comprensione sempre più articolate, arrivando a riconoscere parole, colori, numeri e semplici frasi, anche attraverso l’utilizzo di albi illustrati, canzoni e attività motorie. Un approccio che, come evidenziato nel corso dell’incontro, ha favorito il coinvolgimento di tutti i bambini, compresi quelli con vulnerabilità, e che si è progressivamente esteso anche alle famiglie, con bambini capaci di riportare a casa parole, canzoni ed esperienze vissute al nido.
Nel pomeriggio il convegno ha visto protagonista anche il nido Benedetto Marcello, coinvolto nella sperimentazione dal 2022, che ha presentato pannelli e documentazioni all’interno della sezione dedicata ai poster dei servizi 0-6. Al centro dell’esperienza, la costruzione di ambienti sonori plurali in cui l’inglese si affianca all’italiano come opportunità di ascolto, relazione e scoperta. In ogni sezione sono stati allestiti spazi dedicati alle letture in lingua – gli “English corner” o “English box” – con libri, oggetti e materiali evocativi accessibili ai bambini sia in autonomia sia con la mediazione dell’adulto.
Le educatrici hanno progressivamente introdotto parole e brevi frasi nella quotidianità del nido, accompagnando sempre il linguaggio verbale con gesti, espressioni e relazione. Le letture, le filastrocche e le canzoni in inglese sono così entrate nei momenti di routine – dal cambio al pranzo fino all’addormentamento – trasformando la lingua in una presenza familiare e diffusa all’interno della giornata educativa. Con il tempo, i bambini hanno iniziato spontaneamente a riconoscere storie, ripetere parole e intonazioni, chiedendo anche di “leggere” loro stessi i libri al gruppo.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al coinvolgimento delle famiglie, attraverso incontri specifici, momenti di restituzione e iniziative condivise come “Io leggo perché” e “Modena Legge”, che hanno permesso di valorizzare non solo la lingua inglese ma anche il patrimonio linguistico e culturale delle famiglie stesse.
Tra le esperienze modenesi presentate al convegno anche quella del nido integrato Melograno, illustrata dalla pedagogista Enrica Benincasa, a testimonianza di un lavoro diffuso che coinvolge progressivamente diversi servizi del sistema educativo cittadino.




