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Un bagno di folla ha accolto oggi in piazza Prampolini la principessa del Galles Catherine Middleton, nell’ambito della sua visita in città per conoscere da vicino l’approccio educativo noto in tutto il mondo come Reggio Emilia Approach.

La visita della Principessa in Municipio è stata la prima tappa della due giorni che la porteranno a visitare il Centro internazionale Loris Malaguzzi, la scuola dell’infanzia comunale Anna Frank, il nido comunale Salvador Allende e il centro di riciclaggio creativo Remida.

Ad accogliere la Principessa, che ha attraversato parte di piazza Prampolini, c’erano il sindaco Marco Massari e il prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri. Prima di entrare nel palazzo comunale, la principessa si è fermata a salutare i circa 50 bambini e bambine di due sezioni delle scuole d’infanzia comunali di Reggio Emilia: la scuola Robinson, prima scuola dell’infanzia comunale fondata nel 1963, e la scuola Diana, punto di riferimento del centro storico definita nel 1991 dalla rivista Newsweek “la scuola più bella del mondo”.

Subito dopo, la Principessa, accompagnata da Sindaco e Prefetto, si è recata nella Sala del Tricolore del Municipio, dove ha ricevuto il Primo Tricolore, massima onorificenza della città di Reggio Emilia. Questa la motivazione: “Sua Altezza Reale la Principessa del Galles riceve il Primo Tricolore, nato a Reggio Emilia nel 1797, per il suo profondo impegno a favore dell’infanzia e per l’opera svolta attraverso il Royal Foundation Centre for Early Childhood, volto ad accrescere la consapevolezza e a promuovere azioni concrete sull’importanza dei primi anni di vita nello sviluppo della persona. La sua visita a Reggio Emilia, per approfondire il Reggio Emilia Approach, testimonia l’attenzione verso una filosofia educativa fondata sull’ascolto, sulla creatività e sul rispetto dei diritti e delle potenzialità di ogni bambina e di ogni bambino”.

Nel corso della cerimonia in Sala del Tricolore, il sindaco Massari ha illustrato alla principessa la storia della Sala e il percorso che in quella sede ha portato alla nascita della bandiera nazionale. La principessa si è mostrata molto interessata anche all’uso contemporaneo della sala, in particolare per la celebrazione dei matrimoni civili. Il sindaco ha inoltre ricordato una figura che lega la città di Reggio Emilia a Londra, quella del patriota e bibliotecario italiano Antonio Panizzi, a cui è intitolata la principale biblioteca comunale.

La sala del Tricolore, all’interno del palazzo del Comune di Reggio Emilia – ha spiegato il Sindaco – è uno dei luoghi simbolo della storia italiana. Nel ‘700 Reggio era parte del Ducato Estense. Nel 1796, durante la campagna d’Italia di Napoleone Bonaparte, Reggio Emilia si ribellò al Ducato e nacque la Repubblica Reggiana che successivamente, insieme alla città di Modena, Bologna e Ferrara diede vita alla Repubblica Cispadana.

Tra il dicembre 1796 e il gennaio 1797 la sala ospitò i rappresentanti delle quattro città emiliane, che discussero importanti decisioni politiche e costituzionali. Il momento più importante avvenne il 7 gennaio 1797: l’adozione della bandiera verde, bianca e rossa come simbolo della Repubblica Cispadana.

Nacque così il Tricolore italiano, che da simbolo rivoluzionario diventerà poi il simbolo dell’unità nazionale e della Repubblica italiana.

Il Primo Tricolore aveva bande orizzontali e al centro simboli della Repubblica Cispadana, tra cui una faretra con quattro frecce che rappresentavano le quattro città unite. Successivamente le bande divennero verticali.

Oggi la sala del Tricolore è sede del Consiglio comunale e delle principali cerimonie istituzionali della città. Nei locali adiacenti è stato allestito un museo, visitabile gratuitamente, dedicato alla nascita del Tricolore con documenti e cimeli legati al Risorgimento e alla nascita dalla bandiera. Propone anche una sezione contemporanea in cui 90 artisti italiani e stranieri hanno reinterpretato il concetto di bandiera, dando vita a opere uniche che spaziano dalla pittura alle installazioni.

Antonio Panizzi, nato a Brescello (Reggio Emilia) nel 1797, coinvolto nel movimento carbonaro e perseguitato dal regime estense, fu costretto all’esilio in Inghilterra. A Londra, Panizzi fu direttore generale della biblioteca del British Museum dal 1856 al 1866. Sotto la sua guida la biblioteca si modernizzò profondamente, accrebbe il proprio patrimonio e divenne un modello internazionale di organizzazione del sapere. A Panizzi si devono anche le celebri regole di catalogazione e il progetto della grande sala di lettura circolare, uno dei simboli della cultura britannica dell’Ottocento.

fotografie @ Ezio Cairoli