
Un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy fissato quasi due mesi fa per il 19 maggio, saltato nei giorni scorsi, senza che ci sia stato un nuovo appuntamento e senza che l’azienda abbia comunicato alle organizzazioni sindacali e all’Rsu le motivazioni del rinvio. Per questa ragione i lavoratori e le lavoratrici di Gambro – colosso del biomedicale modenese nel quale lavorano 500 persone – hanno deciso, al termine dell’assemblea convocata questa mattina, di proclamare uno sciopero immediato. Sciopero cui è intervenuto anche il Sindaco di Medolla, Alberto Calciolari, portando ancora una volta la solidarietà e il sostegno della Comunità e delle Istituzioni.
“Un segnale concreto di protesta dei lavoratori e delle lavoratrici – sottolineano Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – verso una mancanza di rispetto grave. Non sappiamo nulla delle intenzioni dell’azienda, da mesi attendiamo delle risposte, alla faccia delle tanto decantata trasparenza che i vertici di Vantive, controllata dal fondo Carlyle, hanno sempre dichiarato. Riteniamo offensivo e non professionale il comportamento ed il metodo utilizzato dall’Azienda, nel non rispettare accordi presi con noi e con le Istituzioni. E ci preoccupa la mancanza di rispetto dimostrata nei confronti del Ministero e delle istituzioni. Per questo, insieme ai lavoratori abbiamo deciso di dare subito voce alla preoccupazione e alla rabbia per questa vicenda”.
Le organizzazioni sindacali e l’Rsu scandiscono con estrema chiarezza che “vogliamo conoscere chi è l’advisor incaricato, qual è il perimetro aziendale e industriale interessato dalla vendita, quali sono gli investimenti che i potenziali acquirenti intendono mettere in campo. E per questo chiediamo all’azienda di smettere di fuggire di fronte a queste domande e di essere convocati al Ministero a breve”.
Per garantire alle lavoratrici e ai lavoratori un futuro degno di questo nome, prosegue, quindi, in modo compatto la mobilitazione che non si è mai fermata, a partire dal grande sciopero del 18 febbraio scorso, quando l’azienda a trazione statunitense rese ufficialmente noto di voler vendere lo stabilimento. La procedura della ricerca di un advisor divenne subito il cammino indispensabile – e condiviso con le Istituzioni – per traghettare il sito di Medolla verso un acquirente in grado di fornire garanzie ben precise. Occupazionali e industriali. Con lo sciopero repentino di stamane le lavoratrici, i lavoratori, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno dimostrato che non permetteranno deviazioni rispetto all’obiettivo fissato.
“Condividiamo le ragioni che hanno portato oggi le lavoratrici e i lavoratori di Gambro-Vantive allo sciopero. La loro preoccupazione è la nostra, davanti a un rinvio improvviso della convocazione del tavolo ministeriale, senza che sia stata comunicata una nuova data, né una ragione oggettiva di tale scelta”.
Così l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, in merito alla vertenza Gambro Vantive di Medolla, nella bassa pianura modenese. I vertici dell’azienda, controllata dalla società di investimento globale statunitense The Carlyle Group, hanno comunicato nei mesi scorsi la decisione di messa in vendita.
“La direzione aziendale – ha aggiunto l’assessore Paglia – aveva preso impegni precisi di trasparenza nel processo di individuazione di un nuovo, affidabile soggetto industriale, che in questo modo non possono certo dirsi rispettati fino in fondo. È indispensabile che nelle prossime ore si proceda alla riconvocazione del tavolo, da tenersi non oltre la metà di giugno al Mimit, e che in quella occasione il Governo chiarisca di essere pronto a mettere in campo anche la Golden Power, a tutela di un sito strategico tanto sul piano produttivo, quanto della tutela della salute dei cittadini italiani”.




