da sinistra a destra Piscaglia, Cevoli, Fabi, Guerzoni e Sorrentino

Un nuovo portale dedicato alle cefalee croniche, con informazioni preziose per pazienti e professionisti. E un innovativo percorso di presa in carico per chi soffre di queste patologie, diffuso in modo capillare sul territorio, che parte dal contatto con i medici di medicina generale fino a permettere l’accesso alle terapie più avanzate e moderne.

Sono gli strumenti messi in campo dalla Regione Emilia-Romagna per l’assistenza alle persone affette da Cefalea primaria cronica, grazie a un finanziamento biennale di 841mila euro concesso dal ministero della Salute a seguito del riconoscimento di questa patologia come “malattia sociale”. A esporli, in conferenza stampa oggi in viale Aldo Moro a Bologna, l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, insieme ad Alessandra Sorrentino, presidente dell’Alleanza cefalalgici. Presenti le responsabili di tre dei quattro centri territoriali di riferimento: Simona Guerzoni, direttrice del Centro Cefalee Aou di Modena, Sabina Cevoli, responsabile Programma Cefalee ed Algie facciali Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, e Maria Grazia Piscaglia, direttrice dell’Unità operativa della Neurologia di Ravenna.

La Regione aveva approvato già a dicembre 2023 il progetto ‘Innova-Er-Cef’. Un approccio innovativo che ha visto il coinvolgimento attivo delle Aziende sanitarie, del territorio e delle associazioni dei pazienti, a partire dall’Alleanza cefalalgici. Il progetto prevede la sperimentazione di metodi innovativi di presa in carico, il potenziamento della telemedicina, l’implementazione di nuovi Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali e la realizzazione di un portale dedicato: ‘Emicare’, raggiungibile al sito www.emicare.it.

‘Emicare’ rappresenterà il punto di riferimento in Emilia-Romagna per la gestione e il trattamento delle cefalee primarie croniche, offrendo risorse specifiche sia per i pazienti che per i professionisti sanitari. Il sito include, infatti, una mappatura dettagliata dei centri cefalee sul territorio, documenti clinici, linee guida e aggiornamenti sul progetto. Il sito, come l’intero progetto, è nato da un processo collaborativo che ha coinvolto attivamente i pazienti e le pazienti che convivono con l’emicrania o altre forme di cefalea: non a caso il nome ‘Emicare’ unisce il riferimento all’emicrania con il concetto inglese di “care”, che va ben oltre la semplice cura medica. Questo termine abbraccia dimensioni di attenzione, assistenza e presa in carico globale della persona.

“Per troppo tempo, purtroppo, il mal di testa cronico è stato sottovalutato o considerato un disturbo minore, mentre per molte persone significa convivere quotidianamente con dolore, limitazioni e isolamento- sottolinea Fabi-. Le cefalee, infatti, hanno un impatto significativo sulla qualità della vita di chi ne soffre e, di riflesso, sulla nostra società e per questo la Regione Emilia-Romagna ha voluto potenziare il percorso di presa in carico, con nuovi strumenti e maggiori competenze partendo dal contributo delle associazioni dei pazienti, un coinvolgimento che non è stato solo simbolico, ma che riflette il nostro impegno a mantenere la persona al centro di ogni intervento assistenziale. Oggi- prosegue l’assessore- la gestione della cefalea non può essere affidata esclusivamente all’emergenza o alla risposta episodica, ma si inserisce in una rete strutturata che mette al centro la persona e favorisce la collaborazione tra medicina territoriale, specialisti e strutture ospedaliere”.

“Convivere con l’emicrania significa vivere con una malattia neurologica invalidante che, quando non viene gestita e trattata correttamente, ruba tempo e qualità di vita- aggiunge Sorrentino-. L’emicrania, infatti, non è soltanto un banale mal di testa come spesso viene percepita da chi non conosce la malattia. È una patologia complessa e comorbida che grava profondamente su ogni aspetto della vita di chi ne soffre e per questo necessita di diagnosi e trattamento tempestivo, con un approccio multidisciplinare che consideri la persona nella sua interezza e che integri terapie farmacologiche e strategie non farmacologiche. Fondamentale è una rete di assistenza che parte dal medico di assistenza primaria, coinvolge i neurologi del territorio e supporta i centri specialistici nella gestione dei pazienti, con attenzione sia alle forme episodiche in un’ottica di prevenzione, sia alle forme croniche nell’ottica di ridurre il prima possibile il burden della patologia sulle persone e sul sistema sociale e sanitario”.

La cefalea primaria cronica nel 2020 è stata riconosciuta come malattia sociale (Legge 81/2020) per l’elevata prevalenza nella popolazione e della disabilità che causa nelle persone che ne soffrono. Secondo diversi studi condotti in Emilia-Romagna, il 4% della popolazione soffre di cefalea cronica, mentre il 69% (quasi 7 emiliano-romagnoli su 10) ha sofferto di cefalea almeno una volta nella vita. L’età media di esordio è di 26 anni (25 per le donne, 28 per gli uomini), mentre tra il 25 e il 34% delle persone eccede nell’utilizzo di farmaci analgesici. Le persone prese in carico a pieno titolo dai centri di terzo livello in Emilia-Romagna sono oltre 10mila, un numero in costante aumento.

Il percorso Cefalea in Emilia-Romagna

È articolato in tre livelli. Il primo contatto avviene con il proprio medico di medicina generale, che gestisce autonomamente i pazienti affetti da cefalea primaria dal punto di vista terapeutico secondo le indicazioni delle linee guida condivise. Un passaggio che permette di trattare con successo il 90% dei cefalalgici. In caso di maggiori complicazioni o dubbio diagnostico, il medico di medicina generale si avvale della consulenza neurologica territoriale o di uno specialista in cefalee.

Per i casi di maggiore gravità, infatti, sono presenti in ogni provincia centri di secondo livello che permettono un accesso alle terapie più avanzate: Azienda Usl di Piacenza (Uo Neurologia), Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma (Centro Cefalee), Ausl Parma-Ospedale di Fidenza (Uo Neurologia),  Soc di Neurologia dell’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia, Policlinico di Modena (Centro Cefalee ed Abuso di Farmaci – Laboratorio di Farmacologia Clinica e Farmacogenomica), Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, (Programma Cefalee e Algie facciali), Ausl di Ferrara (Ambulatorio Cefalee) e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara (Uo Neurologia), Ospedale S. Maria delle Croci di Ravenna (Uo Neurologia),  Ospedale Bufalini Cesena e Ospedale G.B. Morgagni L. Pierantoni Forlì (Uo Neurologia), Ospedale Infermi di Rimini (Uo Neurologia).

Infine, è presente un terzo livello per programmi di ulteriori specializzazione che coprono il territorio con questa suddivisione: l’Area Vasta Nord tramite il Centro Cefalee del Dipartimento di Medicina generale e specialistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma (per Area di Parma e Piacenza); la Struttura semplice dipartimentale di Medicina digitale e predittiva, farmacologia e tossicologia clinica e metabolica (Centro cefalee e abuso di farmaci – Laboratorio di farmacologia clinica e farmacogenomica) per l’area di Modena e Reggio-Emilia; l’area Vasta Centro tramite il Programma cefalee e algie facciali dell’Uoc NeuroMet all’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (per l’area di Bologna, Imola e Ferrara); l’Area Vasta Romagna tramite il Centro cefalee dell’Uo Neurologia dell’Ospedale di Ravenna (per l’area di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini).

Il medico del terzo livello, in caso di cefalea primaria cronica e farmaco resistente, mette in contatto il paziente con il Centro di riferimento regionale per la neurochirurgia funzionale, che ha sede all’Irccs delle Scienze neurologiche di Bologna, o al Centro della terapia del dolore di riferimento.