Home Bologna Disagio sociale e marginalità nella città di Bologna: indagine

Disagio sociale e marginalità nella città di Bologna: indagine

Chi sono le persone che oggi si rivolgono allo Sportello Sociale e Opportunità del Comune e dell’Ausl di Bologna, quelli, cioé, che una volta si sarebbero definiti i ‘barboni’? Quali sono i loro percorsi? Per rispondere a queste domande l”Osservatorio Epidemiologico Dipendenze dell’Ausl ha realizzato uno studio sui soggetti contattati dall’Unità di Aiuto del servizio lotta alla droga del comune di Bologna, che si sono rivolti allo Sportello Sociale e opportunità del Comune e dell’Ausl, o che sono stati ospitati in un dormitorio.

L’indagine, curata da Raimondo Maria Pavarin, direttore dell’Osservatorio e presentata lunedì 19 giugno, ha ricostruito la storia di ognuna delle persone contattate.
I risultati – anticipa una nota dell’Ausl – hanno messo in luce alcuni fenomeni: la durata media della permanenza negli asili potrebbe indicaresignificative difficoltà nell’uscire dalle condizioni di emarginazione; d’altra parte, dall’analisi dei percorsi delle personecoinvolte emerge il funzionamento di una rete integrata di servizi che fa capo allo Sportello Sociale e delle opportunità; emerge, inoltre, un gruppo di persone non residenti con età media di primo contatto di anno in anno più elevata, aumento che potrebbe far ipotizzare un flusso in entrata di persone che provengono da altri territori attirati dalla disponibilità di servizi.
I residenti che si rivolgono a questi servizi, infine, sono mediamente più anziani rispetto ai non residenti, molti hanno problemi psichiatrici e di alcolismo, la modalità di invio avviene prevalentemente tramite servizi socio sanitari.
E’ possibile ipotizzare che la richiesta di aiuto avviene una volta esaurite tutte le altre possibilità e dentro un percorso concordato con altri servizi socio assistenziali.

Nel periodo compreso dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2004, sono stati contattati almeno 2796 soggetti, 73% dello Sportello Sociale, 28% degli Asili, 37% dell’Unità di Aiuto. Poco più della metà vive per strada, oltre il 70% proviene da fuori provincia, il 45% da fuori regione, il 17% è senza fissa dimora. Le femmine sono il 16%, gli stranieri il 22% (uno su tre clandestino). La metà degli stranieri proviene da paesi del Nord Africa, il 25% dai Paesi dell’Est, il 16% da paesi del Nord Europa. Uno su cinque ha il diploma di scuola media superiore, il 78% non lavora. Per quanto riguarda la situazione sanitaria, all’ultimo contatto solo uno su tre ha dichiarato di avere fatto almeno una volta nella vita un test per l’Hiv e per l’Epatite C.
Uno su due è tossicodipendente: poco meno della metà usa eroina, uno su tre cocaina, uno su dieci psicofarmaci, uno su cinque abusa di alcol. Sul totale è in aumento il numero di eroinomani, poliassuntori e persone che utilizzano droghe per via venosa.
Tra le tipologie di disagio viene evidenziato l’ aumento costante nel tempo per alcolisti e per soggetti con problemi psichiatrici. Per uno su tre il primo invio è stato su canali non istituzionali ed è volontario. All’ultimo contatto, il 28% era a Bologna da meno di un mese, il 21% da più di 5 anni. Mediamente un contatto su cinque è relativo a soggetti mai visti negli anni precedenti.
Tra i 1074 soggetti contattati nel 2004 il 55% era ‘nuovo’. Rispetto ai singoli servizi, la ricerca evidenzia la durata del contatto per i soggetti ospiti negli Asili: il 10% è in contatto dal 2000, il 21% dal 2001, il 35% dal 2002.

L’intera ricerca è scaricabile dal sito: Osservatorio Epidemiologico Metropolitano.