Nell’ospedale di Mirandola ora si può partorire anche in acqua






    Una Sala “Parto in acqua” per l’Ostetricia dell’ospedale di Mirandola. E’ stata inaugurata questa mattina ed è un’anteprima di quella che sarà la nuova area materno-infantile, a sua volta parte importante della ristrutturazione del vecchio padiglione ospedaliero che prevede opere per un ammontare di oltre dieci milioni di euro.

    Le caratteristiche ed il significato dell’intervento sono state illustrate dal Direttore Generale dell’Azienda USL di Modena Roberto Rubbiani, dal Direttore sanitario dell’Azienda USL Stefano Cencetti, dal Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola Edmondo Trionfini e dal Sindaco di Mirandola Luigi Costi. La benedizione è stata impartita dal Vicario Generale della Diocesi di Carpi Mons. Douglas Rigattieri.

    Collocata temporaneamente negli spazi del vecchio padiglione ospedaliero, la Sala “Parto in acqua” (una delle due in provincia, l’altra è al Ramazzini di Carpi) è dotata di tutte le più moderne apparecchiature, acquistate grazie all’importante contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola ( 80.562 euro ). L’Azienda USL è intervenuta con 14.630 euro per le apparecchiature e circa 12.000 euro per le opere edili ed impiantistiche necessarie per adattare il locale alla nuova destinazione. Complessivamente, quindi, sono stati investiti oltre 107.000 euro.

    Grazie alla Sala “Parto in acqua”, le donne che desiderano partorire in questo modo non saranno più costrette a rivolgersi ad altre strutture, ma troveranno nell’ospedale cittadino una qualificata risposta alle loro richieste. Una svolta importante, perché anche grazie a questo servizio, la donna viene posta al centro del parto, mentre si migliora la qualità dell’assistenza offerta al territorio, aumentando, inoltre, la capacità di attrazione dell’ospedale.
    Il progetto del parto in acqua offrirà anche importanti stimoli all’equipe medica, ostetrica ed infermieristica, per avviare un percorso di crescita professionale, teso ad “umanizzare” sempre più le nascite, in un periodo in cui stanno aumentando di numero. Per la prima volta, infatti, nel 2004 più di 600 donne (633) hanno scelto di far nascere i propri figli a Mirandola (erano state 480 nel 2003). Un trend che è stato mantenuto anche nel 2005 con 629 nati (394 da donne italiane e 235 da donne straniere). Tra gennaio e maggio del 2006 ci sono stati 235 parti (151 donne italiane e 94 donne straniere).

    Le principali apparecchiature

    Tra le principali apparecchiature c’è la vasca da parto ( oltre 27.000 euro ) che permette alle donne di partorire in modo dolce, sfruttando gli effetti di attenuazione del dolore e rilassanti dell’acqua. E’ stata scelta una vasca ergonomica, priva di spigoli, tra le più grandi presenti sul mercato, con idromassaggio regolabile. Sopra la vasca è installata una fune di sostegno per gli esercizi delle varie fasi del parto. Il letto da parto ( 30.000 euro ) è concepito per lasciare alla gestante la maggior libertà di movimento possibile durante la fase di travaglio e di espulsione. I movimenti, regolabili tramite un telecomando, permettono di partorire nelle varie posizioni. Il sistema di aiuto al parto Combitrac (oltre 12.000 euro) è composto da sedia da parto, sgabello per il partner, fune ed asta portafune e palla medica. Permette alla donna di eseguire esercizi di ginnastica durante il travaglio e di partorire sull’apposita sedia assistita. Il sistema di Telemetria fetale immergibile (oltre 9.000 euro) è costituito da una sonda completamente immergibile in acqua e permette di trasmettere senza cavi (in telemetria) il battito fetale e l’andamento delle contrazioni ad una unità ricevente. Può rilevare sino a due battiti ed è quindi idoneo anche al parto gemellare. Il monitor per parametri fisiologici materni (oltre 7.000 euro) consente il monitoraggio di parametri come il segnale elettrocardiografico, la pulsossimetria e la pressione non invasiva. Le altre apparecchiature sono il riscaldatore neonatale, una lampada, un aspiratore, una pompa d’infusione volumetrica e le travi testa-letto per l’illuminazione e il collegamento delle apparecchiature elettromedicali.

    I vantaggi del parto in acqua
    Premesso che la scelta di far nascere il proprio bambino nell’acqua è consentita solo alle donne con una gravidanza “a basso rischio”, è certo che i vantaggi sono numerosi. Il parto in acqua, infatti, crea attorno alla donna in travaglio un ambiente accogliente, intimo e rilassante. Nell’acqua riscaldata a 37 gradi, poi, i movimenti risultano più liberi, consentendo alla donna di scegliere da sola la posizione durante la contrazione. Non va dimenticato, inoltre, che il calore dell’acqua attenua la percezione del dolore, stimolando la produzione di endorfine (sostanze responsabili delle sensazioni di piacere) e riducendo i tempi della dilatazione della bocca uterina. La donna vive in questo modo un’esperienza psicologica intensa ed attiva, diventando protagonista del parto.

    Nessun rischio per il bambino

    C’è chi teme che questo tipo di parto possa essere rischioso per il neonato. In realtà il bambino possiede degli strumenti naturali di auto-protezione (il cosiddetto riflesso subacqueo) che gli consentono di svilupparsi immerso nel liquido amniotico fino alla nascita. L’atto respiratorio è, quindi, bloccato fino a quando i recettori che sono collocati intorno alla bocca e al naso avvertono la presenza del liquido. L’atto respiratorio si innesca solo al contatto con l’aria. Durante il travaglio il benessere del bimbo è monitorato grazie a strumenti senza fili che rilevano il battito fetale e che possono essere immersi nell’acqua senza limitare i movimenti della mamma. Il piccolo nasce in armonia con le percezioni fisiche e psicologiche della madre.









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