Il Presidente dell’Unione Adani: “Sono deluso per i toni della manifestazione sindacale, che si è caratterizzata con attacchi personali che vanno oltre i rapporti civili. Nel merito delle questioni della vertenza sindacale ribadisco la disponibilità a ricercare insieme le soluzioni e le mediazioni”.
“Nel merito delle questioni della vertenza sindacale ribadisco, a nome dell’Unione e di tutti gli enti coinvolti, ancora una volta la disponibilità a ricercare insieme le soluzioni e le mediazioni necessarie per trovare risposte ai problemi e al disagio dovuti a una lunga serie di finanziarie che sostanzialmente hanno bloccato le possibilità di sviluppo di carriera dei dipendenti. Le condizioni però di grande difficoltà di bilancio di tutti gli enti sono note, come è noto a tutti che i comuni vivono totalmente di autofinanziamento da tasse locali. I sindacati poi sono critici con gli enti se hanno necessità di alzare le tasse, ma già lo scorso anno la manovra fiscale è andata in gran parte agli aumenti contrattuali che sono stati interamente scaricati sui comuni. Inoltre, lo stesso sindacato chiede giustamente di aumentare i servizi, soprattutto sociali, ma contemporaneamente di aumentare gli stipendi ai dipendenti: l’insieme di queste voci rappresenta la totalità della spesa corrente degli enti e il compromesso è tutt’altro che facile.
Non c’entrano proprio invece i richiami del sindacato alle spese per il mobilio, che è una spesa per investimenti non utilizzabile per gli stipendi e che per 2/3 è andata per la realizzazione di una nuova sala consiliare e di una sala corsi per la formazione (anche con lo scopo di dismettere uffici che si trovano in locali in affitto e quindi risparmiare spesa corrente). Tornando alle questioni sindacali dell’Unione Terre di Castelli non dimentichiamo che partiamo da una situazione però, in cui una lunghissima stagione di concertazione positiva con il sindacato, ci ha portato a distribuire 1600 euro minimi di produttività per dipendente (categoria C), praticamente una mensilità aggiuntiva, il livello più alto di tutta la provincia, il doppio della media provinciale.
Ma è sul metodo e sui modi in cui si è svolto lo sciopero che vorrei soffermarmi. Una manifestazione che si è esclusivamente caratterizzata con attacchi personali che vanno oltre i rapporti civili, ma anche solo forse la buona educazione o il rispetto, con argomenti che di rivendicazione sindacale nulla hanno e sconfinano in atteggiamenti e considerazioni che nemmeno la peggiore opposizione adotta. Per quanto mi riguarda, personalmente io non ho mai mancato di rispetto a nessuno, cittadini o dipendenti che fossero, e le rarissime volte che mi è capitato di andare oltre, ho chiesto scusa. Non mi e mai capitato di incontrare dipendenti che condividessero questi modi arroganti e le considerazioni espresse durante la manifestazione, quindi sono profondamente dispiaciuto sul piano umano. E sinceramente non capisco.
Voglio a questo punto precisare che io rispetto chi rispetta le persone e l’istituzione che solo temporaneamente rappresento. Con queste persone da domani sul tavolo unico dell’Unione, l’unico possibile, possiamo ricominciare un lavoro per migliorare ulteriormente la situazione degli enti e dei lavoratori. Coloro che invece non mi rispettano scompaiono semplicemente dal mio orizzonte e altrettanto semplicemente li ignorerò: io continuo a rispondere ai cittadini e solo a quelli. Se qualcuno invece vuole fare della politica di basso profilo bastano 250 firme per presentare una lista alle elezioni amministrative, uno le raccoglie e poi con le proprie idee, se ne ha, cerca di convincere i cittadini a votarlo.
Questo non è un attacco al sindacato ma semplicemente a come si è svolto uno sciopero. Tutta un’altra musica invece nello stesso giorno la manifestazione dei lavoratori del settore agroalimentare, rispetto ai quali condivido le preoccupazioni di un settore che dovrebbe tenere, come un obiettivo da non perdere mai di vista, le questioni relative alla qualità, alla sicurezza e alla legalità. Per questo motivo ritengo si debba lavorare insieme: istituzioni, lavoratori e imprenditori”.
(Roberto Adani – Presidente Unione Terre di Castelli)




