
Il mercato ortofrutticolo di Modena rappresenta una realtà di primissimo piano ed è un punto di riferimento verso cui ogni giorno si rivolgono un numero considerevole di dettaglianti e cittadini. La sua chiusura senza una valida alternativa comporterebbe per venditori di prodotti ortofrutticoli, gestori di bar, ristoratori, commercianti e ambulanti, figure che abitualmente si approvvigionano al mercato, un forte disagio: sia perché si dovrebbe andare sino a Bologna, sia perché questo determinerebbe un inevitabile aggravio di costi.
La presenza inoltre di macchine demolitrici all’opera ormai da qualche tempo nelle strutture adiacenti al mercato oltre a limitare il parcheggio nella zona e l’accesso interno agli operatori reso difficile per la presenza di un solo ingresso, fa presagire un destino quanto meno segnato. “La giunta comunale si è insediata da poco e comprendiamo le questioni da affrontare sono molte – fa sapere Fiesa Modena – ma sulle sorti del mercato ortofrutticolo vorremmo sapere quali sono le reali intenzioni del comune. A distanza di oltre un anno non siamo stati messi al corrente di alcuna decisione in merito. Non sappiamo a che punto è la trattativa con gli operatori per la realizzazione della una nuova struttura presso il quartiere Torrazzi – sede designata dalla precedente amministrazione – se sta andando avanti o se si è definitamene arenata. Considerato quindi l’attuale stato delle cose ci chiediamo, in qualità di operatori per quanto tempo ancora il mercato resterà in questa locazione o se chiuderà definitivamente. Per questo invitiamo l’amministrazione comunale ad esprimersi in merito con estrema chiarezza e se soprattutto è intenzionata a mantenere una struttura in grado di offrire un servizio di notevole importanza per la piccola e media imprenditoria di tipo commerciale”.
L’urgenza di affrontare il tema del futuro del mercato ortofrutticolo all’ingrosso – aggiunge Fiesa – diventa ancora più impellente perché dalle scelte che verranno effettuate può dipendere il mantenimento di posti di lavoro e la sopravvivenza di diverse piccole aziende già duramente provate dalla crisi in atto e dal significativo calo dei consumi degli ultimi mesi.




