
Condannata a 16 anni di carcere (ridotti a 13 per l’indulto), Annamaria Franzoni varcò i cancelli della sezione femminile del carcere bolognese della Dozza nella notte tra il 21 e il 22 maggio 2008, quando la sentenza divenne definitiva. Il 7 ottobre il tribunale di sorveglianza respinse la sua istanza di andare agli arresti domiciliari per crescere gli altri suoi figli. Fino a quando non avrà scontato un terzo della pena, non potrà nemmeno chiedere permessi premio o libere uscite. E continua a vedere i bambini, in carcere, secondo una cadenza di sei volte al mese. “Innocente e condannata anche al silenzio”, dice di sé, per evitare che il clamore produca danni ulteriori a quelli che sta già patendo.
Fonte: Ansa



