
Un’incalzante Syusy Blady ha intervistato la giornalista Luisella Costamagna, partendo dal suo ultimo libro Noi che creiamo gli uomini(Mondadori ed.). Circa 170 persone hanno ascoltato e partecipato a questo dialogo, basato sulle tematiche femminili legate alla contemporaneità: i mille ruoli del genere femminile in casa, al lavoro, nella società, con i figli. La Costamagna ha esordito riportando alcune rfilessioni imperniate su una sua stessa indagine nella quale, comparando la situazione delle donne in Italia e in altri paesi – ad esempio la Spagna – emerge che da noi siano le donne per prime ad imporsi ruoli subalterni agli uomini, in una sorta di perenne sacrificarsi, autoconsiderandosi meno importanti e capaci.
E’ per questa ragione che Costamagna mette al centro il tema dell’autostima femminile, il filo attorno al quale conduce interviste e approfondimenti nel suo ultimo libro, un insieme di storie di donne italiane, ognuna diversa per tipologia, lavoro e condizione, testimonianze dirette dalle quali l’autrice prende spunto per approfondire la condizione femminile.
Durante l’intervista la Blady mette in evidenza due parole chiave del libro: prova e libertà. Libertà di poter scegliere, di lavorare, di stare a casa coi propri figli, di fare carriera, e prova nel senso di mettersi alla prova per superare limiti e barriere che sovente le donne stesse si creano.
La serata ha poi affrontato altre questioni, come l’urgente e attuale tema della violenza sulle donne (uno dei capitoli del libro di Costamagna riguarda appunto una storia di violenza domestica), il precariato, le donne in politica e il loro ruolo. L’autrice non concorda sulle quote rosa imposte per legge, ma crede che sia assolutamente importante dare l’opportunità alle donne di poter accedere a quei mondi che troppo spesso risultano ad esclusivo appannaggio maschile.
Blady ha messo in evidenza che non sempre la condizione femminile italiana e occidentale ha avuto tali punte di subalternità: nelle antiche società matriarcali o matrilineari il ruolo della donna era centrale e fondamentale. Oggi è ancora così per esempio – ha detto – in alcune comunità cinesi ai piedi dell’Himalaya, come quella dei Mose, una società agricola di tipo matriarcale, nella quale non esiste il matrimonio come istituzione, non esistono legami legali imposti o contrattuali, ma vige grande libertà basata sull’assoluta centralità della donna, in capo alla quale rimangono la famiglia e i figli. La serata si è conclusa con alcune domande e interventi del numeroso pubblico. Nei prossimi giorni verrà comunicata la data da recuperare con Syusy Blady e Lorella Zanardo, rimandata lo scorso 25 gennaio per indisposizione della blogger.



