
Per Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Flp, Unsa, Ugl-Intesa la scarsa attenzione degli ultimi governi e l’assenza di scelte coraggiose hanno creato la paralisi del settore, rimasto senza investimento adeguati sulla promozione e fruizione del patrimonio culturale. I continui tagli alle spese rendono difficili le fondamentali attività svolte dal personale del Ministero Beni culturali, quali il controllo e la vigilanza sul territorio, la catalagozione, conservazione, ricerca e apertura al pubblico dei siti culturali, soprattutto nei giorni festivi. «Gli istituti ministeriali lamentano carenze d’organico, mentre continuano le esternalizzazioni dei servizi, le consulenze esterne e il mantenimento di uffici dirigenziali che, oltre a pesare sul bilancio dello Stato, non hanno prodotto alcun miglioramento nell’efficienza della pubblica amministrazione. Inoltre – proseguono i sindacati – sono stati apportati tagli al salario accessorio che, peraltro, viene corrisposto in modo discontinuo. Per non parlare del rinnovo contrattuale, fermo al 2010». Con questa mobilitazione, che coinvolge anche i grandi patrimoni librari e documentali, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Flp, Unsa, Ugl-Intesa sollecitano un cambio di rotta nella tutela e valorizzazione dei beni culturali che, oltre a rappresentare la nostra identità nazionale, costituiscono un volano straordinario per la ripresa dell’economia nazionale.




