
Presentato da Donato Labate, della Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Emilia Romagna, e da Francesca Piccinini, direttrice dei Musei civici, lo studioso – che ha fornito consulenza forense anche in recenti casi di cronaca nera di forte risalto mediatico – svelerà molti misteri di quei morti antichi.
Aprendo una finestra sull’archeoentomologia funeraria e sui risultati e le prospettive derivanti dalla sua applicazione alle mummie di Roccapelago, Vanin presenterà i risultati delle sue ricerche, spiegando al pubblico come e quanto lo studio degli insetti rinvenuti sulle mummie ci aiuti a capire sia i resti umani che i vestiti e sudari che li ricoprivano. Gli insetti presenti su un corpo, infatti, ci danno informazioni non solo sulle sue condizioni fisiche e chimiche, ma anche sulle variabili esterne in cui si trovava, dal luogo alla stagione. Inoltre, fanno luce sui rituali funebri anche dove non ne resterebbe traccia: è il caso degli insetti associati ai beni utilizzati durante i riti di sepoltura, come ad esempio i “parassiti” del pane, del legno o di altri doni funerari.
L’iniziativa, che ha il sostegno della Fondazione cassa di risparmio di Modena, si svolge in attesa del convegno in programma, sempre ai Musei civici, il 15 febbraio. Prima dell’esposizione definitiva nel Museo delle Mummie di Roccapelago e dopo il successo dell’esposizione allestita al Museo civico d’arte di Modena tra il 2012 e il 2013 “Le vesti di sempre. Gli abiti delle mummie di Roccapelago e Monsampolo del Tronto. Archeologia e collezionismo a confronto”.
Per informazioni si può telefonare ai Musei civici ai tel. 059 2033100 e 2033125, oppure consultare i siti internet (www.comune.modena.it/museoarcheologico e www.comune.modena.it/museoarte e le relative pagine su Facebook o, ancora, www.archeobologna.beniculturali.it).




