
La signora, invalida al 90% e con problemi deambulatori, si è allora rivolta al Difensore civico regionale, Gianluca Gardini, perché non convinta delle motivazioni del Comune, il quale – riferisce la donna – “fa riferimento al fatto che non ho la patente speciale e quindi non posso avere diritto al posto ad personam, quando il Codice della strada non fa riferimento al criterio di avere una patente speciale, bensì di avere la patente e basta”.
La figura di garanzia dell’Assemblea legislativa ha allora chiesto “al sindaco del Comune di Bologna di valutare la possibilità di disporre con propria ordinanza la concessione del parcheggio personalizzato a favore della signora”. La replica dell’amministrazione, però, non ha visto cambiamenti: rifacendosi all’apposito regolamento comunale in materia, Palazzo D’Accursio ribadisce che “l’incremento di stalli H in una strada può essere accoglibile esclusivamente nel caso in cui il segnalante titolare di un contrassegno handicap sia in possesso della patente di guida speciale e di un veicolo adattato per l’handicap”.
Gardini non ha potuto fare altro che archiviare la pratica, “preso atto della mancata volontà del Comune di prevedere parcheggi personalizzati, possibilità prevista dal Codice della strada e dal regolamento di esecuzione come facoltà, che non si traduce mai in obbligo neppure dinanzi a casi come questo, ove il parcheggio per il cittadino disabile risulta oltremodo difficoltoso”.




