
Il caso degli ultimi giorni tra i fenomeni meteo sono le diffuse grandinate, e Cia Reggio sta monitorando la situazione, che ha visto colpita un po’ tutta l’area collinare e pedecollinare emiliana. Per quanto riguarda il reggiano, risultano colpite ampie zone a sud della Via Emilia, che vanno da Salvaterra di Casalgrande, Arceto, Scandiano, Bellarosa, Albinea, Canali, Rivalta, Coviolo, S. Bartolomeo, Ghiardo di Bibbiano, fino a S. Polo.
I danni più rilevanti sembrano riguardare i vigneti di questa che è l’area qualitativamente più qualificata della provincia. Prime valutazioni degli agricoltori danneggiati – impegnati ora a trattare i vigneti stessi con prodotti ‘curativi’ per salvare il salvabile – secondo il responsabile della zona Cia di Reggio Emilia Francesco Zambonini sono nell’ordine del 40/50% della potenziale produzione. Valutazione che conferma il presidente della stessa zona Andrea Bernardi, che segnala anche vistosi allettamenti dell’erba medica e dei frumenti in collina, area nella quale ci sono ancora in corso le trebbiature, pressoché concluse invece in aree più basse. Quasi assenti danni al mais, che generalmente si trova in aree più a nord.
Danni si segnalano anche a qualche struttura, in particolare a serre che sono andate letteralmente distrutte; al Ghiardo risulta parzialmente scoperchiata l’abitazione (nuova) di un agricoltore.
Effettuati i necessari trattamenti ai vigneti, gli agricoltori colpiti devono rivolgersi alle proprie assicurazioni, in primo luogo per una verifica burocratica sul Pai, il Piano assicurativo individuale, che risulti aggiornato; quindi dovranno procedere ad aprire la pratica per il danno. “Siamo in contatto con la Provincia – aggiunge il responsabile della zona val d’Enza Antonio Senza – per valutare l’eventuale apertura dello ‘stato di calamità’”.
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