
“Sono scatti di vita, scatti di verità che impongono di capire, di aprire gli occhi, di non voltare lo sguardo dall’altra parte rispetto al valore dell’essere umano e ai sentieri epocali di speranza e disperazione che in tanta parte del mondo, fino a “casa nostra”, si stanno percorrendo” – così commenta la Direttrice del Dipartimento di Scienze dell’educazione Roberta Caldin.
Una mostra che rappresenta bambine e bambini anche in scatti di speranza, come quello di una bimba che ride divertita, protagonista di una sorta di giostra improvvisata e lanciata in aria da quelli che immaginiamo essere un papà e uno zio, due fratelli più grandi in un campo profughi, e lo scatto simbolo della mostra: un padre attraversa a piedi il confine tra la Repubblica di Macedonia e la Grecia con la figlia in braccio. La bacia. Il suo sguardo è di una forza indicibile.
“Vogliamo ringraziare Yannis Behrakis non solo come importante fotografo, ma anche come persona straordinaria: la sua disponibilità, una volta ricevuta la nostra richiesta di allestimento della mostra, è stata davvero preziosa e lo è ancora di più alla luce della grave malattia contro cui stava combattendo e di cui non eravamo a conoscenza” – aggiunge con commozione la prof.ssa Caldin.
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foto di Yannis Behrakis





