Home Bologna Europa buona o Europa cattiva? Dipende da come ne parlano i media

Europa buona o Europa cattiva? Dipende da come ne parlano i media

Non tutti i governi euroscettici governano popoli euroscettici. In Polonia, ad esempio, i vantaggi che derivano dall’essere inclusi nell’Unione Europea sono spesso ben noti e considerati in modo molto positivo. Al tempo stesso, però, i cittadini di un territorio che beneficia di consistenti fondi europei possono dimostrarsi poco inclini a supportare il progetto europeo: è il caso, ad esempio, della Calabria. Come nascono queste dinamiche contrapposte? Una strada per analizzare questi fenomeni passa per l’analisi del ruolo dei media e della comunicazione online, che con i loro messaggi contribuiscono a plasmare in un modo o nell’altro la percezione che i cittadini hanno delle istituzioni europee.

È uno dei principali risultati individuati da Perceive, progetto europeo coordinato dall’Università di Bologna e dedicato a indagare quanto e come l’Europa è conosciuta dai suoi cittadini. Dopo tre anni di ricerche, gli studiosi coinvolti hanno presentato a Bruxelles i dati raccolti, le conclusioni raggiunte e le raccomandazioni per il futuro.

“La percezione che i cittadini hanno dell’Europa è spesso anticipata dall’orientamento del discorso pubblico nei diversi contesti locali”, spiega Edoardo Mollona, professore dell’Università di Bologna e coordinatore del progetto. “Per questo, è fondamentale trovare modi efficaci per presentare le politiche europee, tenendo conto delle diverse dinamiche locali del discorso pubblico, che possono variare molto non solo da un paese all’altro ma anche tra le regioni dello stesso paese”.

 

LA PERCEZIONE DELL’EUROPA

Il progetto Perceive è nato per analizzare e studiare quanto i cittadini, in diverse regioni europee, si identificano nella UE e quanto conoscono degli investimenti e dei tanti progetti che vengono realizzati grazie all’impegno dell’Europa. Con l’obiettivo di suggerire a Bruxelles strategie di comunicazione nuove e più efficaci.

Attraverso questionari, interviste e analisi, gli studiosi hanno analizzato la percezione dell’Unione Europea in diversi territori. Arrivando anche a risultati sorprendenti. È il caso della Polonia, ad esempio, paese oggi guidato da un governo euroscettico, in cui però i cittadini sembrano essere consapevoli dei vantaggi che derivano dalle politiche europee. “Tra il 60 e l’80% degli intervistati – conferma il professor Mollona – riconosce che i finanziamenti europei hanno prodotto benefici per la loro regione. Inoltre, più del 75% considera una cosa positiva l’appartenenza all’Unione Europea e si identifica nell’Europa”.

La presenza di politiche di sviluppo messe in campo dall’Europa a sostegno dei territori non è però sempre sufficiente a promuovere un’idea positiva dell’Unione. Ci sono infatti regioni che pur ricevendo consistenti finanziamenti europei dimostrano scarso sostegno per la UE. “Un caso che abbiamo rilevato in questo senso è quello della Calabria”, spiega Mollona. “In una regione che beneficia largamente di fondi europei, solo il 10% dei cittadini intervistati ne percepisce il beneficio e solo il 33% ritiene che l’appartenenza alla UE sia una cosa positiva”.

 

COMUNICAZIONE E PERCEZIONE

Queste dinamiche a volte contraddittorie, secondo gli studiosi, sono legate in molti casi al ruolo giocato dai media e dalla comunicazione online nei diversi ambiti locali. Per questo, diventa fondamentale la capacità dell’Europa di raccontare in modo efficace i progetti e le politiche messi in campo sui territori.

“Quando i cittadini conoscono le azioni strutturali attuate nelle regioni in cui vivono e i benefici che ne derivano, l’apprezzamento per l’Unione Europea aumenta”, conferma il professor Mollona. “Per questo è fondamentale sviluppare una vera e propria sfera pubblica europea. Ma per realizzare questo obiettivo è necessario tener conto delle singole dinamiche locali del discorso pubblico, che possono variare molto tra territori diversi”.

 

UN ELEMENTO CONDIVISO

La percezione dell’Europa, insomma, dipende in buona parte da come si parla di Europa e da come l’Europa è capace di raccontarsi.

Al di là delle differenze che emergono tra una regione e l’altra, però, tra i risultati di Perceive emerge anche un elemento condiviso. “Ogni volta che abbiamo chiesto cosa significa ‘essere europei’ – spiega Mollona – l’aspetto più citato è la possibilità per i cittadini europei di muoversi e vivere liberamente all’interno dei diversi paesi dell’Unione”. Nonostante tutto, insomma, l’idea di “cittadinanza europea” sembra già ben radicata tra i cittadini dell’Unione.