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Fim Cisl e Fiom Cgil San Cesario: “Glem Gas, rotte le trattative per il rinnovo del contratto aziendale”

Le organizzazioni sindacali Fiom Cgil e Fim Cisl hanno rotto le trattative per il rinnovo del contratto aziendale alla Glem Gas di San Cesario scaduto a fine 2019 con la proclamazione delle prime due ore di sciopero effettuate ieri martedì 30 giugno (foto). “L’azienda – afferma una nota di Fiom Cgil e Fim Cisl – si è infatti resa indisponibile a riconoscere sulla retribuzione del mese di giugno lo stesso acconto del premio di risultato previsto dai precedenti accordi, condizione che i sindacati giudicano minima per proseguire il confronto”.

“Fim e Fiom, con senso di responsabilità, consapevoli della grave situazione legata al coronavirus, non ancora superata, avevano proposto la proroga di un solo anno del precedente accordo, rinunciando per il 2020 alle legittime aspettative di migliorare le condizioni economiche e normative, rimandando al 2021 la condivisione di un nuovo percorso. L’accordo ponte prospettato per l’anno in corso dai sindacati è stato però rifiutato dall’azienda.

Glem Gas e’ rimasta nel territorio modenese una delle poche realtà industriali, dove vengono prodotte cucine, settore da tempo oggetto della concorrenza dei mercati emergenti, e vanta attualmente più di 200 dipendenti con un mercato sopratutto legato al Medio Oriente.

La direzione aziendale ha usato il fermo produttivo per Covid di circa 1 mese, imposto a tutte le imprese che non rientravano nei codici Ateco delle attività indispensabili, come scusante per non riconoscere la quota di acconto premio, quando in realta’ la riduzione dei volumi produttivi e’ in linea con le altre imprese del territorio.

Altre aziende metalmeccaniche nelle stesse condizioni di Glem Gas, non si sono sottratte nel riconoscere le quote di acconto, volendo mantenere buone relazioni sindacali, e soprattutto nell’ottica di non penalizzare ancor più i lavoratori già penalizzati dai mesi precedenti di cassa integrazione che ha decurtato indicativamente del 50% gli stipendi. Non possono essere i lavoratori a pagare gli effetti di una crisi sanitaria ed economica che non dipende da loro. Anzi, i dipendenti Glem Gas hanno accettato di rientrare al lavoro in anticipo rispetto al fermo previsto sino al 3 maggio 2020, avendo l’azienda avuto la possibilità con il silenzio-assenso della Prefettura di ripartire prima.

Inoltre i lavoratori hanno anche rinunciato al ponte del 2 giugno e a ulteriori riduzioni di 8 ore da effettuare nei mesi estivi e alla quarta settimana di ferie in agosto. I lavoratori hanno dunque compreso l’eccezionalità della situazione e dimostrato senso di attaccamento all’azienda.

Il loro rifiuto, condiviso dalle organizzazioni sindacali, sulle 40 ore di flessibilità richieste dall’impresa che si traducono in sabati lavorativi per tutti i lavoratori, non dimostrano un mancato attaccamento alle esigenza dell’azienda e alla commessa con il Medio Oriente da concludersi entro fine luglio, ma una presa d’atto dell’estrema difficoltà di lavoro nei mesi estivi con le mascherine e i ritmi incalzanti, quest’ultimigià segnalati nei mesi passati e oggetto di confronto sindacale per interventi migliorativi”.

“Le iniziative di lotta proseguiranno nei prossimi giorni a discrezione delle Rsu fino a che – concludono Fiom Cgil e Fim Cisl – l’impresa non toglierà la pregiudiziale dell’erogazione dello stesso acconto degli anni precedenti. Anche nella giornata odierna sono proseguite le azioni di mobilitazione”.