
“Una scelta generalizzata in questo senso, assunta senza alcun riguardo alle effettive condizioni delle persone, presenta molti dubbi di costituzionalità e costituirebbe una ulteriore dimostrazione di una politica non in grado di misurarsi con la realtà demografica del Paese e che si illude di poterla risolvere per scorciatoie. Cosa si è fatto per mettere in sicurezza le strutture per anziani dopo che l’epidemia ne ha evidenziato la fragilità? Cosa si è fatto in Liguria, regione più vecchia d’Italia, e nelle altre regioni?
C’è un ulteriore punto da sottolineare: se si bloccano gli anziani, si blocca un pezzo fondamentale di Paese, quello che si regge sul welfare familiare e sul volontariato sostenuto per intero da donne e uomini anziani e ancora, quante donne sono in condizioni di lavorare perché “ci pensano le nonne?” (almeno 1 milione, secondo le nostre stime) e possono così contribuire allo “sforzo produttivo?” Prenderemo atto delle decisioni del Governo, ma non rinunceremo a rappresentare e difendere le ragioni e la dignità delle persone anziane in ogni modo possibile”.
(Bruno Pizzica, segretario generale Spi-Cgil Emilia-Romagna)




