Proseguono gli interventi del Comune di Modena per rispondere all’aumento dei costi delle utenze di energia elettrica e gas delle strutture e dei servizi pubblici. Dopo la manovra finanziaria di luglio, che ha destinato tre milioni e mezzo di euro per maggiori spese dell’ente, con l’ottava Variazione di bilancio, approvata dal Consiglio comunale giovedì 6 ottobre, sono state recepite le risorse del secondo ristoro statale del primo decreto aiuti (oltre 553 mila euro, che si aggiungono ai 738 mila del primo riparto), mentre entro novembre saranno recepiti anche i fondi assegnati con il decreto aiuti bis: un milione e 292 mila euro, portando il totale dei ristori statali a quasi due milioni e 585 mila euro,
Rientra nell’operazione utenze anche la presa in carico della gestione degli impianti termici ed elettrici della piscina Dogali nell’ambito del contratto del Comune con Ase di Hera spa.

La società di gestione dell’impianto dovrà comunque rimborsare le bollette che pagherà il Comune il quale, nel frattempo, ha previsto la copertura a bilancio per 450 mila euro nel 2022, un milione e 130 mila euro per il prossimo anno e 915 mila euro per il 2024. Con accantonamenti del Fondo crediti di dubbia esigibilità per una cifra complessiva di quasi 900 mila euro sui tre anni.
Illustrando il provvedimento l’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza ha sottolineato che in questo modo si sono create le condizioni affinché la società di gestione possa decidere per la riapertura dell’impianto sportivo, almeno per ciò che riguarda la vasca da 25 metri e quella per i bambini, dopo la chiusura dovuta proprio all’aumento dei costi energetici.
“La dinamica dei costi energetici – ha aggiunto Cavazza – continuerà a essere attentamente monitorata, mentre prosegue lo sforzo di razionalizzazione delle sedi comunali e a sostegno degli investimenti, con l’attività legata ai fondi del Pnrr e all’esigenza di rispondere all’aumento del costo delle materie prime senza bloccare cantieri e progetti”.
L’ottava Variazione di bilancio è stata approvata con il voto della maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Modena civica; Europa Verde-Verdi), il voto contrario di Lega Modena, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Movimento 5 Stelle. Approvata anche una mozione proposta dai gruppi di maggioranza per chiedere al nuovo Governo interventi per garantire, di fronte all’emergenza energetica, un “sostegno concreto a famiglie, imprese, associazioni mondo no-profit terzo settore ed enti locali”. A favore anche il Movimento 5 stelle, astenuti Lega Modena, Fratelli d’Italia, Forza Italia.
In parte corrente la manovra ha un valore complessivo di 4 milioni e 160 mila euro per il 2022, un milione e 821 mila euro per il 2023, un milione e 37 mila euro per il 2024; per quest’anno si dispone l’applicazione di avanzo per un milione e 290 mila euro, accantonando 700 mila euro per il fondo rischi neve nella prossima stagione invernale e 410 mila euro a integrare il fondo necessario per il Personale, in vista della sottoscrizione del contratto nazionale 2019-2021. Previsti anche storni per due milioni e 339 mila euro nell’anno 2022.
In conto capitale sono previsti i finanziamenti per l’aumento dei costi dell’intervento sulle ex Fonderie: sul primo stralcio (cantiere in corso) si tratta di 450 mila euro, sul lotto 2A (progetto completato e presto la gara d’appalto) di un milione e 797 mila euro che portano la cifra complessiva dell’intervento a 6 milioni e 249 mila euro. Viene previsto, inoltre, anche un nuovo intervento per quasi due milioni (lotto 2Ab), mentre per i lotti 2B e 3, finanziati con le risorse del Pnrr (oltre 13 milioni di euro), l’obiettivo è avviare entro l’anno le procedure di affidamento dell’appalto integrato di lavori e servizi per la progettazione esecutiva.
Previsti anche gli adeguamenti necessari per proseguire con l’intervento di Edilizia residenziale sociale (Ers) in via Nonantolana da oltre 8 milioni di euro (con 3 milioni e 614 mila euro di finanziamenti del Pnrr) che realizzerà il Comune e gestirà Unicapi nell’ambito del Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare.
In conto capitale la Variazione prevede anche l’applicazione di un milione e 447 mila euro dell’avanzo, in buona parte destinato a interventi per la razionalizzazione degli uffici comunali.
È prevista la manutenzione dei locali a piano terra e primo piano dell’edificio del Garage Ferrari (costo 264 mila euro, con anche finanziamenti regionali) che verranno assegnati a ForModena, mentre l’attuale sede all’R-Nord verrà affittata da CambiaMo all’Asl. L’intervento principale, però, è la manutenzione straordinaria degli uffici di via Santi 14 recentemente acquisiti dal Comune a un’asta per un milione di euro (finanziamento per 900 mila euro con un mutuo della Cassa depositi e prestiti) e destinati a ospitare una parte delle attività e dei servizi che ora sono in sedi in affitto. Il costo previsto della manutenzione è di un milione e 150 mila euro. Altri 100 mila sono assegnati per la manutenzione straordinaria dei locali della ex “sala macchine” di via Santi 40, ora trasferita al Data center, locali che saranno destinati a uffici.

 

UN MILIONE PER ABBATTERE LE RETTE DEI NIDI

Nell’ambito dell’ottava Variazione di Bilancio approvata dal Consiglio comunale il Comune recepisce fondi ministeriali per 324 mila euro per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità, oltre a diversi altri interventi nell’ambito dei servizi educativi. Sono confermati, per esempio, i contributi di “Al nido con la Regione” per l’abbattimento delle rette, per una cifra complessiva di 952 mila euro, e si integra il fondo per il consolidamento dei servizi educativi per la prima infanzia con un ulteriore contributo regionale di 62 mila euro, portando il totale a 412 mila euro.

Per il sostegno al sistema integrato 0-6 anni, inoltre, si è utilizzato un maggior contributo statale di 354 mila euro da destinare ai servizi resi dai nidi appaltati e convenzionati per ampliare l’offerta, mentre le altre risorse ministeriali per il benessere dei minorenni e per il contrasto alla povertà educativa (oltre 13 mila euro aggiuntivi che hanno portato il totale del fondo a 183 mila euro) sono utilizzati a parziale copertura delle spese sostenute dalle famiglie per la partecipazione alle attività estive.

Con finanziamenti della Regione, inoltre, si finanzia il progetto “Energie libere” rivolto ai giovani, con iniziative che si svolgono nel triennio per una cifra complessiva di quasi 130 mila euro.

Per la struttura comunale rimane alta l’attenzione al Covid e si prevedono 10 mila euro per adeguare le scorte di magazzino di dispostivi di protezione individuale (guanti monouso e mascherine), oltre 25 mila euro per continuare a garantire servizi di pulizia e sanificazione delle sale pubbliche dopo ogni utilizzo. È complessivamente di 114 mila euro il finanziamento regionale del programma attuativo del Piano di zona relativo al “contrasto delle disuguaglianze e ala crisi economico sociale generatasi in seguito all’epidemia Covid 19”.

Dalla Regione, inoltre, sono stati trasferiti i 211 mila euro da liquidare alle attività economiche e ai privati per i danni causati dagli eventi calamitosi del dicembre del 2020.

 

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Per rispondere all’emergenza causata dai costi dell’energia e delle materie prime, l’Amministrazione chieda al nuovo Governo di sostenere concretamente famiglie, imprese, associazioni del terzo settore ed enti locali. È il principale invito contenuto nell’ordine del giorno, collegato alla delibera sull’ottava variazione di Bilancio, presentato dai gruppi di maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Europa verde-Verdi, Modena civica) e approvato dal Consiglio comunale nella seduta di giovedì 6 ottobre col voto a favore anche del Movimento 5 stelle; astenuti Lega Modena, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

La mozione, illustrata dal capogruppo Pd Antonio Carpentieri, invita inoltre l’Amministrazione a domandare alla Regione Emilia-Romagna di intervenire “con provvedimenti a 360 gradi sull’emergenza dei costi energetici e delle materie prime” e ad attuare tutte le azioni possibili per garantire la sostenibilità del bilancio a fronte dell’esplosione dei costi energetici, “preservando l’erogazione dei servizi pubblici e l’apertura al pubblico del patrimonio comunale anche negli ambiti non compresi nelle cosiddette funzioni fondamentali (welfare, cultura, sport, politiche giovanili, associazionismo) ma che significano molto per i cittadini”. Infine, il documento invita il Comune “a stimolare e sostenere investimenti pubblici utili al risparmio e alla transizione energetica”.

Aprendo il dibattito per Lega Modena, Giovanni Bertoldi si è soffermato sulla presa in carico, da parte dell’Amministrazione comunale, della gestione degli impianti termici della piscina Dogali affermando che “o c’è incapacità da parte del gestore, visto che ci sono impianti privati capaci di reggere, o qualcuno sta tentando in tutti i modi di ottenere sempre nuovi fondi. Il Comune si fa carico dei costi ma lascia gli incassi ai gestori per una struttura che ha lavorato tutta estate e che, appena sono calate le temperature, ha chiuso privando i cittadini di un servizio”. Il consigliere ha giudicato “imprudente” la scelta dell’Amministrazione e si è detto “scettico” sul rimborso dei fondi stanziati, aggiungendo che “occorrerebbe ampliare il ragionamento e aiutare anche le altre strutture”. In dichiarazione di voto, il capogruppo di Lega Modena Alberto Bosi ha sostenuto che “si può anche essere favorevoli a sostenere le Dogali, ma bisognerebbe che il Comune, per non discriminare, facesse altrettanto con le altre piscine e le polisportive che hanno comunque altrettanta rilevanza pubblica e sociale. Peraltro le Dogali negli ultimi due anni hanno già ricevuto aiuti importanti e nonostante questo hanno dovuto chiudere”.

Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) si è innanzi tutto concentrata “sulla mancata trasparenza da parte della giunta: abbiamo scoperto dalla stampa che il provvedimento sulle Dogali è collegato ai costi energetici, mentre in commissione era stato annunciato che si trattava di un’operazione riferita agli interventi strutturali legati al Pnrr”. La consigliera ha osservato che il Comune “con questo provvedimento privilegia le Dogali rispetto ad altri impianti. Ed è lecito esprimere dubbi sulla gestione, anche perché non mancano le piscine private i cui titolari, rimboccandosi le maniche, riescono ad andare avanti”. L’Amministrazione, quindi, “fa assistenzialismo da anni e nonostante tutto, nonostante le promesse sull’obiettivo di sostenibilità e già al centro della chiusura in primavera, ora le Dogali sono ferme”.

Per il Pd, Alberto Bignardi ha affermato che riscaldare una piscina olimpionica come, appunto, quella delle Dogali richiede un altissimo consumo calorico. “Il costo principale del gestore è, in pratica, triplicato. Come si può pensare, dati scientifici alla mano, che questo elevatissimo incremento delle bollette non abbia un impatto sulla possibilità di proseguire l’attività?”. Antonio Carpentieri ha ricordato che la piscina Dogali “è un impianto del Comune, assegnato tramite bando a un gestore che svolge un servizio pubblico. È importante che l’Amministrazione favorisca il mantenimento di questo servizio sostenendo la riapertura a favore della cittadinanza. L’alternativa sarebbe forse chiudere e lasciare i modenesi senza la piscina?”. In dichiarazione di voto, Marco Forghieri ha rilevato innanzi tutto che la variazione di Bilancio “attesta la capacità dell’ente locale di recepire, anche in tempi stretti, provvedimenti legati all’erogazione di contributi”. Sul tema dei sostegni, ha aggiunto che “devono essere forniti, senza distinzioni, a chi ha la necessità di essere aiutato, facendo gli interessi di tutti e senza lasciare indietro nessuno. Questo è il compito di chi governa”.

Per Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) la soluzione trovata per la piscina Dogali “costituisce un problema sostanziale perché blocca non solo le somme che il Comune di fatto anticipa, ‘creando’ un fondo per il sostegno all’impianto, ma anche perché queste somme che devono restare appunto nel fondo a copertura del credito non potranno essere utilizzate per altre scelte che si potrebbero fare in futuro”. Il consigliere ha poi dichiarato il voto a favore dell’ordine del giorno anche perché “si inserisce nei temi della transizione ecologica” sostenuti dalla forza politica cui appartiene.