Un fondo da 200 mila euro per contrastare la “povertà energetica”. È la somma che il Comune di Modena destina a contributi economici per le famiglie colpite dal caro bollette e già seguite dai Servizi sociali. L’iniziativa è prevista con la nona Variazione di bilancio, approvata giovedì 24 novembre dal Consiglio comunale, utilizzando soprattutto risorse Covid (dall’avanzo vincolato del Fondo funzioni fondamentali e dall’avanzo accantonato per rischi) che il decreto dello scorso ottobre ha reso disponibili a questo scopo. I contributi saranno attribuiti sulla base del Regolamento di solidarietà civica per erogazioni economiche.

Il provvedimento, illustrato dall’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza, rappresenta la prima parte di una manovra più articolata che “per il 2023, grazie alle risorse statali di due decreti dello scorso anno, consentirà di stanziare oltre mezzo milione di euro, a favore delle famiglie più deboli, per fare fronte alle spese straordinarie dell’abitare: dai contributi per gli affitti agli aumenti delle utenze energetiche”.
La manovra finanziaria ha un valore complessivo di quasi 13 milioni di euro in parte corrente e di oltre 7 milioni di euro in conto capitale, una parte dei quali destinata a garantire l’aggiornamento dei prezzi, a causa degli aumenti delle materie prime, degli investimenti finanziati con il Pnrr o di altri interventi programmati. Il provvedimento è stato approvato con il voto della maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Modena civica, Europa verde – Verdi) e quello contrario di Movimento 5 stelle, Lega Modena, Alternativa popolare.
Con la manovra si prevede anche di destinare 3 milioni e 492 mila euro alle maggiori spese necessarie per le utenze e l’illuminazione pubblica a causa dell’aumento dei costi energetici. Con la variazione si completa il recepimento nel bilancio dei ristori statali e si applica una quota dell’avanzo vincolato del Fondo funzioni fondamentali per un milione e mezzo di euro.
Il Comune di Modena, ha precisato l’assessore Cavazza, non si avvarrà della possibilità di utilizzare i proventi delle sanzioni al Codice della strada per coprire le maggiori spese sulle utenze. In variazione vengono inserite per 4 milioni e 200 mila maggiori entrate dalle sanzioni che saranno destinate per due milioni e 448 mila euro al finanziamento di manutenzioni straordinarie delle strade, rinnovo della segnaletica e attività di sicurezza stradale, aderendo ad accordi quadro da sottoscrivere entro l’anno per realizzare i lavori nell’estate 2023; la cifra di un milione e 752 mila euro è invece assegnata, in base alle norme, al Fondo crediti di dubbia esigibilità.
Anche le entrate straordinarie di 543 mila euro, dovute ad avvisi notificati tra novembre e dicembre 2021 e non ancora incassati entro quest’anno, vengono vincolate al finanziamento di investimenti.
Gli investimenti finanziati dal Pnrr per i quali si intervenire per aggiornare i prezzi, visti i rincari delle materie prime, sono quelli relativi alla rigenerazione urbana delle ex Fonderie e dell’ex Enel, al teatro Carducci, alla mensa scolastica di Sant’Agnese e ad alcuni interventi del Pinqua, il Piano per la qualità dell’abitare, tra cui la nuova sede del Centro per l’impiego.
Con la manovra, inoltre, si recepiscono i finanziamenti Pnrr per la nuova scuola di Villanova (due milioni e 400 mila euro), per l’asilo Magenta (due milioni e 271 mila euro) e per la bonifica dell’area esterna delle ex Fonderie con il programma relativo ai cosiddetti “siti orfani” (un milione e 917 mila euro).
Per il Partito democratico è intervenuto Marco Forghieri che ha sottolineato l’attenzione della manovra ai sostegni Covid e alla povertà energetica, confermando anche gli impegni per cultura, sociale e per la nuova scuola di Villanova. Forghieri ha ricordato la questione “dei vincoli e degli accontamenti ai fondi crediti” auspicando un allentamento da parte del Governo centrale nei confronti degli enti locali meritevoli. Anche l’assessore Cavazza, in sede di replica, ha insistito sulle manovre effettuate per far fronte ai rincari energetici e all’aumento dei prezzi, che il Comune ha sostenuto in gran parte con risorse proprie: “Gli enti locali non possono essere lasciati soli, bisogna che il Governo faccia la sua parte”.









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