Di fronte a questa situazione economica le stime di crescita del Governo non potranno realizzarsi: l’Ufficio Studi di Confesercenti valuta che l’incremento del PIL sarà fra lo 0,6 e lo 0,7% e che quello annuo dei consumi delle famiglie potrebbe fermarsi all’1,1%, con una flessione di quasi 900 milioni nel corso della seconda metà dell’anno. Uno scenario di crescita vicina allo zero, da cui il rimbalzo post-pandemico sembrava averci allontanato. La possibilità di conseguire risultati migliori è affidata principalmente al recupero del potere d’acquisto delle famiglie, compromesso dalla fiammata inflazionistica.

La legge di Bilancio registra questa difficile situazione e propone una serie di misure utili al sostegno della capacità di spesa, ma l’associazione le ritiene di una portata insufficiente a riportare il tasso di crescita all’1%. Valutazione positiva per le misure fiscali per il welfare aziendale, con la riduzione del carico fiscale per lavoratori dipendenti e loro famiglie, che però dovrebbe divenire strutturale. Da inserire nella contrattazione collettiva la scelta di differenziare gli importi dei fringe benefit aziendali tra chi ha figli a carico e chi non li ha. Giudizio positivo anche per la prevista detassazione dei premi di risultato, che andrebbe estesa anche alle erogazioni degli enti bilaterali collegati alla contrattazione collettiva delle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Bene la detassazione del lavoro notturno e festivo per i dipendenti di strutture turistico-alberghiere, ma andrebbe estesa a tutto il 2024 e circoscritta alle sole aziende che applicano i CCNL più rappresentativi. Per le misure in materia di impostesi condivide con il differimento al 1° luglio 2024 delle disposizioni relative alle c.d. “sugar tax” e “plastic tax”, mentre il giudizio è critico in merito all’eliminazione della misura di riduzione IVA sui prodotti per l’igiene femminile e per l’alimentazione infantile, come pure in relazione all’incremento d’aliquota sui seggiolini auto per bambini. Giudizio negativo anche sull’aumento della ritenuta per famiglie e imprese relativa ai bonifici per bonus fiscali ristrutturazioni e sulle misure in materia di rischi catastrofali, a causa dei costi aggiuntivi e del potenziale aumento dei premi assicurativi per le imprese.

Confesercenti ritiene poi che andrebbe completamente depennata la previsione, contenuta nelle misure riferite alle aree interne a rischio desertificazione, che prevede la possibilità di prelievo contanti negli esercizi commerciali di prossimità. Misura che porrebbe inevitabilmente problemi agli esercenti legati alla gestione del denaro: maggiori rischi di rapina e furto, costi di gestione, tracciabilità, riduzione dell’efficienza operativa. In senso complessivo Confesercenti ritiene che la Legge di bilancio 2024 presenti interventi per le imprese che possono contribuire ad obiettivi di crescita, sostenibilità e innovazione purché siano monitorate le risorse e avviate azioni concrete. In particolare si rileva la presenza di un numero eccessivo di provvedimenti “spot”, programmati solo per il 2024: per Confesercenti, la previsione di nuove misure andrebbe preceduta da una valutazione degli esiti riferiti agli incentivi previsti, programmando gli interventi per un periodo adeguato alle finalità del provvedimento e con un monitoraggio che consenta una valutazione degli effetti attesi rispetto quelli reali. Questa valutazione preventiva permetterebbe una corretta assegnazione delle risorse, evitando la duplicazione di incentivi, a volte di modesto impatto.









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