
Saranno Massimo Majowiecki professore di Ingegneria Strutturale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, che con lo studio di progettazione strutturale da lui fondato si è occupato, tra i tanti progetti, della copertura di Piazza Italia alla Fiera di Milano, della copertura del Palazzo dello Sport di Atene, dello Stadio delle Alpi di Torino e della copertura dello Stadio Olimpico di Roma; Nunziante Squeglia del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Pisa e titolare dei corsi di Geotecnica e del corso su Pali di fondazione, che ha già collaborato al progetto di Salvaguardia e Stabilizzazione della Torre di Pisa; Francesco Ubertini professore ordinario di Scienza delle costruzioni presso la Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Università di Bologna, già rettore dell’Università di Bologna, direttore del Dipartimento di Ingegneria delle Strutture, dei Trasporti, delle Acque, del Rilevamento, del Territorio (DISTART) e del Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei Materiali (DICAM), ed attualmente presidente di CINECA Consorzio Interuniversitario e presidente di IFAB, International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development.
Mentre proseguono i lavori per la risoluzione dei sottoservizi nell’area attorno alla Garisenda, nella prima mattinata di domani, giovedì 7 dicembre, arriveranno i primi mezzi per posare i “container” e i primi elementi che comporranno la struttura di contenimento per la prima fase di messa in sicurezza che vede coinvolte le imprese Modena Ingegneria srl e Fagioli SpA. Lunedì 11 dicembre, sempre in mattinata, è previsto l’arrivo di ulteriori container.
Verrà realizzata una cintura di protezione contenitiva dei detriti derivanti da un eventuale crollo, per ridurre la vulnerabilità degli edifici circostanti e l’esposizione della popolazione, impedendo contemporaneamente l’accesso alla zona circoscritta. Il montaggio della cintura di protezione sarà realizzato tramite la posa di moduli metallici, zavorrati e ancorati al terreno e collegati tra loro, insieme a reti metalliche paramassi studiate appositamente con sistemi di pretensionamento e ancoraggio al suolo.




