Si avvicina la discussione dei bilanci comunali per il 2024: Lapam Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti hanno redatto un documento con proposte concrete e realizzabili. Le associazioni insistono sul patto da ricostruire tra amministrazioni e imprese.

«Negli ultimi anni – scrivono Confesercenti, Confcommercio, Cna e Lapam – il rapporto tra politica e i cosiddetti corpi intermedi non è stato facile: tanti amministratori hanno preferito la disintermediazione, disconoscendo il ruolo delle associazioni di categoria; altri hanno improntato la discussione su questioni più di forma che di sostanza. Il risultato di tali atteggiamenti è sotto gli occhi di tutti: un corpo sociale sempre più sfilacciato. Ci attendiamo che la situazione attuale porti a una riflessione della politica e a una ripresa di un dialogo vero, concreto e costruttivo con le parti sociali. È in quest’ottica che riteniamo opportuno sottoporre alcuni temi strategici per il superamento di una crisi economica, ma anche sociale, senza precedenti. Interventi straordinari per affrontare una situazione assolutamente straordinaria».

Il primo aspetto riguarda la tassazione locale e la burocrazia. «La pressione fiscale locale incide mediamente sulla tassazione totale delle imprese per quasi il 22%. È necessario invertire la tendenza a partire dagli immobili produttivi o commerciali, riducendo inoltre la spesa corrente, contrastando l’evasione fiscale e tributaria, recuperando su ticket e tariffe non versate per servizi a domanda individuale, efficientando infine l’organizzazione amministrativa.

Sui rifiuti va accelerato il percorso di riequilibrio nella suddivisione del carico tributario tra utenze domestiche e non. Vanno estese il più possibile le norme, introdotte da alcune amministrazioni, che hanno escluso le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali dal calcolo della Tari. Nel percorso di adozione della tariffa puntuale, vanno affrontati alcuni nodi, come ad esempio quello delle piccole aziende del settore tessile ed abbigliamento e anche la classificazione dei rifiuti speciali che ha generato problemi per il conferimento degli inerti da lavorazione edile e per gli sfalci del verde privato. L’IMU sugli immobili bene strumentale è penalizzante per le micro e piccole imprese. La completa deducibilità dell’imposta è un risultato importante, ma chiediamo ai comuni di contenere al massimo le aliquote per questa tipologia di attività che sono il tessuto produttivo diffuso dei nostri comuni».

Tra le altre proposte, un regolamento provinciale sulla pubblicità, l’esenzione dal Canone Unico Patrimoniale e dal Canone Mercatale (che hanno sostituito la Tosap) e della tassa di soggiorno per tutto il 2024. E poi incentivi e aiuti alle imprese, ma anche risorse per valorizzare il turismo e, in particolare, i negozi di vicinato e i centri storici, sfruttando appieno i fondi del PNRR. Una forte contingenza negativa si registra, in particolare, sulle attività legate al commercio di prossimità, che hanno visto compromettere l’andamento economico-finanziario negli anni 2022 e 2023.

È inoltre in atto un cambiamento nel mercato che risponde ai bisogni di un consumatore oggi sempre più esigente, attento e informato. I negozi di vicinato stanno vivendo una crisi senza precedenti, con chiusure che portano allo spopolamento dei piccoli centri creando un problema non solo economico ma anche sociale, di sicurezza e presidio del territorio. Va pensata una nuova idea di città, che parta dalla politica e che oltre ai cittadini coinvolga commercianti, pubblici esercizi, artigiani, liberi professionisti, piccole industrie e servizi». In ultimo, le associazioni chiedono azioni mirate di controllo per contrastare l’annoso problema dell’abusivismo, piaga sociale ed economica che affligge i professionisti dei diversi settori.









Articolo precedenteLe iniziative modenesi per il ponte dell’Immacolata
Articolo successivoPapa “Sto molto meglio ma fatico se parlo troppo”